domenica 30 agosto

di | 29 Agosto 2015

home222 domenica tempo ordinario – Marco 7,1-23

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Commento

Gesù viveva le situazioni di frontiera della vita, incontrava le persone là dov’erano e attraversava con loro i territori della malattia e della sofferenza: dove giungeva, in villaggi o città o campagne, gli portavano i malati e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccavano venivano salvati (Mc 6,56). Il sacro per Gesù non era da non toccare, era da amare. Il sacro che è nell’uomo, nel cibo, nella vita. Per i farisei il sacro era intoccabile. Ora farisei e scribi lo provocano su delle piccolezze: mani lavate o no, questioni di stoviglie e di oggetti! Si capisce come la replica di Gesù sia decisa e insieme piena di sofferenza: Ipocriti! Voi avete il cuore lontano! Lontano da Dio e dall’uomo. Il grande pericolo, per i credenti di ogni tempo, è di vivere una religione dal «cuore lontano», fatta di pratiche esteriori, di formule recitate solo con le labbra; di compiacersi dell’incenso, della musica, della bellezza delle liturgie, ma non soccorrere gli orfani e le vedove . Il pericolo del cuore di pietra, indurito, del «cuore lontano» da Dio e dai poveri è quello che Gesù più teme. Lui propone il ritorno al cuore, per una religione dell’interiorità. Non c’è nulla fuori dall’uomo che entrando in lui possa renderlo impuro, sono invece le cose che escono dal cuore dell’uomo. Il messaggio festoso di Gesù è che il mondo è buono, che le cose tutte sono buone, che sei libero da tutto ciò che è apparenza. Che devi custodire invece con ogni cura il tuo cuore perché è la fonte della vita.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che in tanti modi si prestano ad aiutare  i poveri.

 

2 pensieri su “domenica 30 agosto

  1. sr Rita

    Grazie Don Sandro per il bellissimo commento alla Parola di domani. Quanto è vero che viviamo una religione lontana dal cuore. religione che non cambia nulla della vita. Religione che non incontra né Dio né l’uomo. Come desidero per me e per tutti i cristiani una religione che sia vera relazione di amore e di confidenza! Ci aiuti il Signore Gesù a toccare il sacro che è nell’uomo sofferente, povero, infelice affinché possa sbocciare in lui una primavera di bellezza.

    Rispondi
  2. giuliorussi

    Tutto passa dal cuore,
    La nostra vita è segnata dal cuore e da come possiamo realizzare ciò che sentiamo.
    Se poniamo il cuore nell’incontro con l’Altro e gli altri, anche i “doveri” non saranno che un pallido riflesso di relazioni perfette.
    Purtroppo non sempre è così.
    Chiediamo che ci venga dato un cuore puro, con cui vivere ogni nostra relazione.
    Prego per Mauro. Per la sua famiglia. Per chi sarà coinvolto a causa dell’incidente sul lavoro. E perché il lavoro sia sempre fonte di vita e non di morte.
    Buona domenica.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.