domenica 3 gennaio

di | 2 Gennaio 2021

2 domenica T. di Natale dal vangelo di Giovanni

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.  Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Commento

Ritorna ancora una volta il testo del prologo di Giovanni, l’inizio del vangelo di Giovanni. Questa introduzione, questo prologo, come è nel genere letterario del tempo, è il riassunto di tutto il vangelo. In questa introduzione ci sono tutti gli elementi che formano il vangelo di Giovanni, o forse è meglio dire che è la bussola che orienta tutto il percorso del vangelo di Giovanni. Penso che uno dei punti che oggi possiamo sottolineare è questo: la parola si fa corpo, carne, Dio si fa uomo, ma va incontro subito ad un dramma: quello del rifiuto. Tale rifiuto non riguarda solo Israele, ma ogni uomo, che ancora oggi non accoglie il Verbo, la parola, il Signore. Questo infatti si è fatto carne fragile, e ha posto la tenda in mezzo agli uomini, nella loro condizione e nella loro storia. Possiamo dire che la Parola-Gesù di Nazaret condivide la nostra stessa esperienza umana di debolezza e di fragilità, non è una parola potente, ma fragile, dobbiamo sempre tener conto di questa faccenda, non possiamo far finta di avere a che fare con una parola potente, ma debole. Una parola che non si impone, ma che chiede permesso per entrare nel cuore dell’uomo. Dovremmo imprimercelo bene nella mente questo metodo fragile di Dio.

Preghiamo Preghiamo per i sacerdoti

2 pensieri su “domenica 3 gennaio

  1. Elena

    Parola fragile, parola delicata, parola che scivola dentro pian piano quella del Signore. Occorre il silenzio per percepirla. Occorre essere piccoli per sentirne la tenerezza. Occorre essere bisognosi per recepirne la necessità, la salvezza in essa custodita. Vieni, Signore nel silenzio e lascia che io senta la tua voce, la tua tenerezza, la necessità di incontrarti…
    Per i sacerdoti, per la Chiesa, per papa Francesco la preghiera di oggi.

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  2. sr Alida

    Il Verbo era presso Dio “PRESSO DIO” la parola presso Dio risuona dentro me come qualcosa di benefico… Pensando che Dio si è fatto uomo fragile come noi, senza il male che ci portiamo dentro e attorno… Presso questo Dio Bambino non ho più paura di essere cio’, che sono nel limite e nelle possibilità… La fragilità diventa sete di stare presso di Lui.. Diventa impegno per ricominciare ogni giorno una storia di amore e di accoglienza di Lui negli altri.. Di essere figlia.. La gratitudine che grazia su grazia sempre ci accompagna.. Signore fa che la superficie non mi porti via l’essenziale di questo dono. Con voi prego per tutti i sacerdoti, per Papà Francesco, per te don Sandro e per i sacerdoti che abbiamo conosciuto sul nostro cammino..

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