domenica 17 giugno

di | 16 Luglio 2016

avvento bose 16 domenica T. Ordinario – Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.  Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Commento

Mentre Gesù era  in cammino, due donne, Marta e Maria lo accolsero  in casa.
A Betania il maestro è accolto da donne che non potevano essere discepole secondo il pensiero dei maestri del tempo. L’essere discepolo era solo dell’uomo. Mi piace immaginare Maria di Betania e Gesù totalmente presi l’uno dall’altra: Maria nell’ascolto e Gesù che insegna. A Maria doveva bruciare il cuore quel giorno. Da quel momento la sua vita è cambiata, essa è diventata discepola e  apostola: inviata a donare, ad ogni incontro, ciò che Gesù le aveva seminato nel cuore. E poi c’è Marta: Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose. Gesù, affettuosamente, rimprovera Marta. E lo fa contraddicendo non il servizio, ma l’affanno; non contestando il cuore generoso, ma l’agitazione. Quelle parole ripetono a tutti noi: attento a un troppo che è in agguato, a un troppo che può sorgere e ingoiarti, che affanna, che toglie libertà e distoglie dal volto degli altri. Marta – sembra dirle Gesù – prima le persone, poi le cose. Gesù le dice: tu sei molto di più delle cose che fai; «Maria ha scelto la parte migliore», si è liberata e ha iniziato dalla parte giusta il cammino che porta al cuore di Dio, dall’ascolto. Perché Dio non cerca servitori, ma amici; non cerca delle persone che facciano delle cose per lui, ma gente che gli lasci fare delle cose, che lo lasci essere Dio.

Preghiamo

Preghiamo perché il mondo possa trovare un po’ di pace.

4 pensieri su “domenica 17 giugno

  1. sr Rita

    Il Vangelo parla di una donna indaffarata per far bella figura davanti a Gesù, l’ospite importante. E’ un modo per dire che Gesù gli sta a cuore. Maria non perde tempo in preparativi per accogliere Gesù: si siede ai suoi piedi e lo ascolta. La relazione di amicizia è immediata. Nella lettura che la liturgia offre in questa domenica si parla anche di un uomo che si agita per accogliere gli ospiti: Abramo che mette in movimento Sara e il servo per preparare il pranzo agli sconosciuti. La conclusione dei due comportamenti, tanto simili – quello di Marta e quello di Abramo – è ben differente. Marta è rimproverata da Gesù per il troppo affanno. Dio premia Abramo promettendogli un figlio. Mi nasce la domanda: ma allora ci si deve agitare o no per l’accoglienza dell’ospite( Gesù o altro che sia)?
    Preghiamo per chi accoglie e per chi è accolto. Su tutti scenda la benedizione dell’amore.

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  2. sr.Alida

    Vedo Marta e Maria ,come due persone che sono specchio del nostro vivere ,in quanto ascoltare accogliere ,servire ,ci tocca tutti da vicino …è sempre il COME e a tempo opportuno .Spesso confondiamo la sollecitune con la fretta,tutto diventa urgente….é
    vero che noi siamo molto di piu’ di quel che facciamo.Mi ricordo una preghiera di don Tonino Bello :Trasportami dal Tabor della contemplazione alla pianura dell’impegno quotidiano e se l’azione inaridirà la mia vita ,riconducimi sulla montagna del silenzio .Così non mi resta che chiedere di fare ogni cosa a tempo opportuno .Signore ogni giorno ci troviamo tra violenze attentati ,aiuta il cuore umano ad amare la vita ,sostieni con la tua forza chi ne è coinvolto …….

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  3. Elena

    Mi domando spesso qual è il mio atteggiamento rispetto all’ospite. E rispetto a Gesù, sono più Marta o Maria? E rispetto alla vita? Quanto mi affanno non tanto perché altri vedano e approvino, quanto perché tutto sia adeguato e gradito alla persona che viene da me per passare un bel momento.
    Ma il tempo e la cura della persona , l’ascolto e quel sedersi insieme che crea benessere ed intimità , quanto me li concedo?
    Dipende dal livello di intimità. Forse ma non solo.
    Mio marito non si concedeva il tempo per le amicizie, per stare rilassato con gli altri. Alla fine dei suoi giorni si è accorto che la gente intorno a lui era felice, sorrideva, passeggiava, giocava con i figli, beveva in compagnia di amici, amava trascorrere del tempo con altre persone. Non aveva il suo stesso instancabile senso del dovere che antepone il fare all’essere.
    Se n’è accorto;troppo tardi, quando la sua vita si spegneva e questo è stato il mio più grande dolore:aveva vissuto una vita breve senza averla mai veramente vissuta! Con nessuno…
    Certamente Maria prende la parte migliore. Quella che va diretta al cuore della relazione, dell’amicizia e anche del tempo dedicato. Gesù ci ricorda che c’è un tempo per ogni cosa, ma sta a noi scegliere se vogliamo una vita affannata o una vita “migliore”…
    E io, cosa sono capace di scegliere e come voglio la mia vita?
    A volte, la risposta la dà la mia casa per me…. a volte….
    E penso sia meglio così. …
    Un augurio di pace e di vita migliore a tutti!
    Elena

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  4. Cristina

    L’accoglienza..quanto è difficile per me aprire la mia casa agli altri, agli amici anche solo perché “non è in ordine, non ho nulla da offrire”. Tante scuse alle volte…ho una coppia di amici che ormai regolarmente mi invita a trascorrere una serata con loro e i loro figli e, sì, la casa è spesso in “disordine”(ci sono i giochi dei bimbi sparsi ovunque), la cena a volte non è ancora pronta…e allora? Loro sono lì che mi accolgono, mi aprono la loro casa nonostante tutto. L’importante è stare assieme e condividere anche le poche cose a disposizione. Per me un esempio molto importante. Grazie Signore per questi Amici così importanti.
    Buona domenica a tutti

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