domenica 14 febbraio

di | 13 Febbraio 2021

6 domenica t.Ordinario – dal vangelo di Marco.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Commento

La lebbra presupponeva l’esclusione netta dalla vita sociale, religiosa e comunitaria. Chi ne era affetto doveva allontanarsi, rinchiudersi in ghetti appositi, segnalava la propria presenza per essere scacciato o evitato. Ecco perché la malattia era maledizione. Chi poteva dire bene di una persona a tal punto rigettata e sfortunata? Oltre ai concittadini, sembrava che per primo Dio se la fosse presa col malato. Il vangelo narra di una purificazione, che va molto al di là della semplice guarigione. Non solo una purificazione equivalente a un lavaggio esterno dalle pustole o dalle squame, ma una riabilitazione totale poiché ripulito in profondità. Gesù vuole purificarlo e inserirlo nuovamente nella benedizione di Dio davanti ai fratelli. Ciò che nell’Antico Testamento era affidato ad Aronne e ai sacerdoti – un’analisi della malattia – Gesù lo fa in modo sublime non limitandosi a una visita, bensì a un gesto d’amore sovrabbondante. Ne ebbe compassione, ovvero si commosse in profondità o le sue viscere fremettero. Questa è l’espressione usata in AT riferita a Dio. Di fronte a questo profondo amore , si trova la durezza dell’imposizione sul silenzio riguardo ciò che è avvenuto. È più probabile che Gesù non voglia si dica chi è, dal momento che il lebbroso si è prostrato come davanti a Dio. Solo chi fa esperienza diretta di Gesù può sapere chi è e può annunciarlo. Non si può credere in Gesù per i soli miracoli o per la sola testimonianza. Si giunge a Gesù per testimonianza, ma gli si affida la propria vita poiché lo si è incontrato. È l’amore sperimentato che determina la sequela, che ne da il sapore, che ne trasmette il carattere di intimità.

Preghiamo

In questa giornata di San Valentino un ricordo per tutti i fidanzati

2 pensieri su “domenica 14 febbraio

  1. Elena

    L’amore manifesto di Dio ci tocca, uno.per uno, ci avvicina a sé, ci purifica e ci rende gioiosi! È una relazione profonda di tenerezza e di amore, quella col Signore. È una relazione di completo abbandono e di affidamento. E quando si compie, l’amore si vede, si grida, si espande. Non si può nascondere, non solo la guarigione dalla propria solitudine e dal proprio star male, ma proprio è visibile la gioia che nasce dall’incontro. Chi ama è luminoso, è radioso!
    Preghiamo per chi si ama ed ama, per chi si avvicina con amore e tenerezza all’altro, per chi sperimenta la gioia che si fa vita nell’amore!

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  2. sr Alida

    Gesù reinserisce nella benedizione di Dio il lebbroso.. Non ha paura, ha cuore si commuove lo tocca come una carezza e” Lo voglio sii purificato “.. Non una visita soltanto ma un gesto d’amore… A Gesù si affida la propria vita perché lo si è incontrato.. Signore ricordami sempre il tuo sguardo e il tuo gesto d’amore per me e per ciascuno Con voi prego per tutti i fidanzati e per chi porta il nome di Valentino/a

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