lunedì 15 febbraio

di | 14 Febbraio 2021

Giobbe 15

1 Elifaz di Teman prese a dire:

2«Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate in aria
e riempirsi il ventre del vento d’oriente?
3Si difende egli con parole inutili
e con discorsi inconcludenti?
4Ma tu distruggi la religione
e abolisci la preghiera innanzi a Dio.
5Infatti la tua malizia istruisce la tua bocca
e scegli il linguaggio degli astuti.
6Non io, ma la tua bocca ti condanna
e le tue labbra attestano contro di te.
7Sei forse tu il primo uomo che è nato,
o prima dei monti sei stato generato?
8Hai tu avuto accesso ai segreti consigli di Dio
e ti sei appropriato tu solo della sapienza?
9Che cosa sai tu, che noi non sappiamo?
Che cosa capisci, che non sia chiaro anche a noi?
10Sia il vecchio che il canuto sono fra di noi,
carichi di anni più di tuo padre.
11Poca cosa sono per te le consolazioni di Dio
e una parola moderata rivolta a te?
12Perché il tuo cuore ti stravolge,
perché ammiccano i tuoi occhi,
13quando volgi contro Dio il tuo animo
e fai uscire tali parole dalla tua bocca?
14Che cos’è l’uomo perché si ritenga puro,
perché si dica giusto un nato da donna?
15Ecco, neppure nei suoi santi egli ha fiducia
e i cieli non sono puri ai suoi occhi,
16tanto meno un essere abominevole e corrotto,
l’uomo che beve l’iniquità come acqua.

17Voglio spiegartelo, ascoltami,
ti racconterò quel che ho visto,
18quello che i saggi hanno riferito,
che non hanno celato ad essi i loro padri;
19solo a loro fu concessa questa terra,
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.
20Per tutti i giorni della vita il malvagio si tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.
21Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.
22Non crede di potersi sottrarre alle tenebre,
egli si sente destinato alla spada.
23Abbandonato in pasto ai falchi,
sa che gli è preparata la rovina.
Un giorno tenebroso 24lo spaventa,
la miseria e l’angoscia l’assalgono
come un re pronto all’attacco,
25perché ha steso contro Dio la sua mano,
ha osato farsi forte contro l’Onnipotente;
26correva contro di lui a testa alta,
al riparo del curvo spessore del suo scudo,
27poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.
28Avrà dimora in città diroccate,
in case dove non si abita più,
destinate a diventare macerie.
29Non si arricchirà, non durerà la sua fortuna,
le sue proprietà non si estenderanno sulla terra.
30Alle tenebre non sfuggirà,
il fuoco seccherà i suoi germogli
e il vento porterà via i suoi fiori.
31Non si affidi alla vanità che è fallace,
perché vanità sarà la sua ricompensa.
32Prima del tempo saranno disseccati,
i suoi rami non rinverdiranno più.
33Sarà spogliato come vigna della sua uva ancora acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori,
34poiché la stirpe dell’empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell’uomo venale.
35Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva l’inganno».

Commento

Ritornano gli amici di Giobbe. Ritorna Elifaz di Teman. Sono gli stessi amici che ritornano a parlare con Giobbe. Ecco il secondo discorso di Elifaz. È come una ricerca drammatica. Da una parte gli amici con le loro argomentazioni e dall’altra Giobbe con il suo grido. È proprio come un dramma teatrale e sul palcoscenico salgono di volta in volta gli amici di Giobbe, l’unico che rimane sempre sul palco è Giobbe. Solo che questo palco non è un palco che racconta favole inventate, è invece il palcoscenico della vita che racconta il dramma vero e reale di Giobbe. Elifaz è il primo degli amici che ritorna sul palco del dramma di Giobbe. E’ l’amico pio, delicato, devoto, l’uomo spirituale; ha l’apparenza, l’immagine di un catechista che vuole incoraggiare i propri discepoli. E’ come se Elifaz fosse preoccupato di sviluppare una propria omelia mirata a incoraggiare, a stimolare, a guidare sulle vie del bene i fedeli del popolo di Dio. Sta il fatto che Elifaz reagisce adesso scandalizzato per come Giobbe si comporta e, ritrovando il tono della omelia, vuole come impartire  una delicata lezioncina con la quale vorrebbe ricapitolare ogni cosa e metter tutto a posto, tutto in ordine, eliminando le questioni che Giobbe ha sollevato con tanti lamenti, quelle questioni che Giobbe ha testimoniato con l’ esperienza drammatica della sua vita. Giobbe non sta ragionando su questioni teoriche, Giobbe sta testimoniando quanto sia dolorosamente insopportabile la sua vita. elifaz con la sua predica lo vuole ricondurre alla ragione.

Preghiamo

Preghiamo per Manuel

2 pensieri su “lunedì 15 febbraio

  1. Elena

    Il discorso di Elifaz mi ricorda certe prediche, certe parole che volevano educare e condurre ad un Dio sempre più lontano dagli uomini e dalla loro condizione! Un Dio in cui non sono mai riuscita a credere, perché la mia testa ed il mio cuore lo concepiamo diverso, Padre e Madre, amorevole e compassionevole, Signore di saggezza e bellezza accessibile all’uomo che lo cerca. Dio d’amore e vicinanza, non di vuoto inaccessibile e distanza. Superiore ad ogni nostro desiderio di imprigionarlo dentro i nostri ragionamenti devoti e privo di umanità e di tenerezza. Chissà chi incontra davvero Dio? Elifaz ne dipinge un’immagine, insieme ai suoi amici, fatta ad immagine dei propri pensieri. Giobbe entra nella relazione diretta con Lui, ci parla, ascolta e ne vive il respiro…
    Preghiamo per Manuel, e per Maurizio e Sergio, che oggi compiono gli anni.

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  2. sr Alida

    Non si impara mai abbastanza, l’arte di educare e di consolare… Che talvolta fatte di silenzio non di prediche come l’amico di Giobbe.. Grazie alla vita di Manuel, Maurizio e Sergio. Per sr Rita per i giorni con i seminaristi, preghiamo.

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