venerdì 10 novembre

di | 9 Novembre 2023

Matteo 27,15- 26

A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. 16In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. 17Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: “Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?”. 18Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: “Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua”. 20Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. 21Allora il governatore domandò loro: “Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?”. Quelli risposero: “Barabba!”. Chiese loro Pilato: “Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?”. Tutti risposero: “Sia crocifisso!”. 23Ed egli disse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora gridavano più forte: “Sia crocifisso!”. Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: “Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!”. 25E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”. 26Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa.

Commento

Anche la moglie di Pilato consiglia al governatore di lasciare libero Gesù, visto che aveva avuto un sogno premonitore. E Pilato continua nella sua linea di voler lasciar libero Gesù. Il tema che emerge è che non soltanto bisogna pensare di non condannare, non soltanto bisogna dare consigli come ha fatto la moglie di Pilato. A volte bisogna anche agire. Ma quando si sceglie di agire ci si schiera subito per una parte. E Pilato non buon fare questo. Ascolta l’umore della folla, fomentata dai sommi sacerdoti e decide di non decidere. Questo è il modo con cui Pilato decide. Meglio lasciar libero Barabba come dice la folla che creare confusione e disordine. Quel lavarsi le mani non è soltanto il gesto di chi si disinteressa di Gesù, ma è il gesto di chi non riesce a mantenere una imparzialità nel giudizio così come avrebbe voluto inizialmente Pilato. Ma questo lavarsi le mani non è più solo imparzialità, diventa complicità con il male. Le mani non si devono lavare per uscire puliti, ma ci si deve sporcare le mani con chi è debole e povero.

Preghiamo

Preghiamo per Pietro

2 pensieri su “venerdì 10 novembre

  1. Elena

    Le mani sporche sono quelle di chi agisce, di chi opera, di chi si compromette. Quanto è più facile delegare ad altri le nostre responsabilità e lavarsene le mani. Perdona, Signore, tutte le nostre indecisioni, le nostre vigliaccherie, le nostre deleghe alle responsabilità che ci competono. Siamo davvero tanto piccoli e meschini….
    Preghiamo insieme per imparare a vivere con più coraggio.

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  2. sr Alida

    Certo che Pilato se aveva intenzione di liberarlo poteva almeno risparmiare a Gesù la flagellazione.. Non basta la complicità al male ne aggiunge. Veglia su noi Signore, per le nostre ipocrisie per il nostro assecondare ciò che non è bene. Per Pietro.

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