realtà

di | 27 Novembre 2023

studiavo la mappa, sognavo il sentiero e poi quando mi trovavo sul sentiero? La mappa era precisa, il mio immaginare il sentiero un po’ meno. Avevo immaginato un prato e sul sentiero reale diventava pietraia. Avevo immaginato una cresta semplicissima e diventava un incubo. Avevo immaginato un nevaio e diventava ghiaccio puro. E così via. difficilmente mappa, immaginazione e realtà combaciavano. L’unico che riusciva a fare questa operazione di precisione quasi perfetta era don Roberto. Per lui mappa, immaginazione e realtà combaciavano quasi sempre. e combaciavano in montagna e nella vita. Devo anche dire che per le mie gite in montagna, soprattutto quando avevo con me ragazzi o famiglie cercavo di non improvvisare, ma di preparare al meglio il percorso. Posso anche dire di più: secondo me non so bene quale, ma un santo mi ha accompagnato e protetto per le mie scorribande in montagna. E lo ringrazio. Il tema è quando mappa, immaginazione e realtà impattano la vita. Anche in questo caso mi rendo conto che questi tre momenti non combaciano quasi mai; soprattutto la realtà è ben diversa dalla mappa che ho studiato, dalla vita che ho immaginato e sognato. Faccio un esempio: ci parlano di fraternità e di sinodalità nella chiesa. Mi sembrano cose sensate e allora prendo in mano le mappe per capire meglio la questione, insomma ci studio sopra. Mi affascina questo momento perché mi apre mente e cuore. poi provo io ad immaginare un qualcosa di reale che edifica la fraternità e la sinodalità. Attenzione qui è la fregatura dell’immaginazione: studio, immagino io, faccio io. La fregatura è questo io che fa tutto da solo. E poi mi impatto con la realtà che è tutta un’altra cosa. Come conseguenza mi arrabbio con gli altri perché non hanno capito il sogno. Anzi oggi mi arrabbio con me stesso. perché? Semplicemente perché non ho capito che dovevo guardare la mappa insieme ad altri, immaginare il sogno insieme ad altri, costruire la realtà insieme ad altri. io o noi? Questo è il vero tema

Un pensiero su “realtà

  1. Sabrina

    É difficile avere tutto lo stesso sogno e anche se la direzione fosse la stessa, ognuno ci arriva spesso a modo suo, ma ci sono dei punti di incontro, come credo succeda in montagna, posti di unione di accoglienza, come i rifugi, alcuni prati meno scoscesi, un albero secolare ed intorno a quei punti nevralgici nasce l’incontro e la decisione di percorrere tratti di strada insieme. Credo che il tuo orto sia uno di quei punti, ed é anche impresa e merito tuo coltivare unione e fraternità come punto di incontro, per fare un tratto di strada insieme o anche solo per condividere l’esperienza. Un abbraccio Don, sei un ottima guida, e credo che lo potrai essere ovunque la vita ti porti.

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