mercoledì 2 aprile

di | 1 Aprile 2025

Ger. 48,27-36

28 Abbandonate le città e andate a sistemarvi nelle rocce,
o abitanti di Moab!
Siate come le colombe
che fanno il loro nido sull’orlo dei precipizi.
29 Noi abbiamo udito l’orgoglio di Moab, l’orgogliosissimo popolo,
la sua arroganza, la sua superbia, la sua fierezza, l’alterigia del suo cuore.
30 Io conosco la sua tracotanza», dice il SIGNORE;
«le sue vanterie non hanno approdato a nulla di stabile.
31 Perciò, io alzo un lamento su Moab,
io prorompo in grida per tutto Moab;
perciò si geme per quelli di Chir-Eres.
32 O vigna di Sibma, io piango per te più ancora che per Iazer;
i tuoi rami andavano oltre il mare,
arrivavano fino al mare di Iazer;
il devastatore è piombato sui tuoi frutti d’estate e sulla tua vendemmia.
33 La gioia e l’esultanza sono scomparse dalla fertile campagna
e dal paese di Moab;
io ho fatto mancare il vino nei tini;
non si pigia più l’uva con grida di gioia;
il grido che si ode non è più il grido di gioia.
34 Gli alti lamenti di Chesbon giungono fino a Eleale;
si fanno udire fin verso Iaas;
da Soar fino a Coronaim,
fino a Eglat-Selisia;
perfino le acque di Nimrim sono prosciugate.
35 Io farò venir meno in Moab», dice il SIGNORE,
«chi sale sull’alto luogo
e chi offre profumi ai suoi dèi.
36 Perciò il mio cuore geme per Moab come gemono i flauti,
il mio cuore geme come gemono i flauti per quelli di Chir-Eres,
perché tutto quello che avevano ammassato è perduto.

Commento

Per un attimo mi scosto dal testo di Geremia, o meglio faccio una riflessione che prende in esame il testo di oggi ancora legato alle vicende dei moabiti per dire una cosa un po’ diversa, per mettere in evidenza un tema importante. Sullo sfondo di tutte queste vicende drammatiche emerge come una domanda, una provocazione di Geremia: «Volete essere fedeli al Signore? questo è il tema che ritorna continuamente: volete rimanere fedeli all’alleanza che i nostri padri hanno stipulato con il Signore o volete continuare per la vostra strada?  Qui si muove tutta la vicenda di Geremia. E qui si gioca la credibilità di un popolo, di una scelta. tutte queste drammatiche narrazioni hanno come sfondo questo unico passaggio: volete essere fedeli al Signore. Un messaggio come questo ha una forza che va contro tutte le credenze del tempo  e di ogni tempo. Vale anche per i nostri giorni: volete essere fedeli al Signore? questa è la grande parola di Geremia. È un messaggio che arriva prima della guerra, durante la guerra e durante la deportazione in Babilonia. Arriva in Egitto dove il popolo si era rifugiato e arriva fino ai nostri giorni. Per queste parole Geremia paga con la vita e con l’esilio.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i giovani

4 pensieri su “mercoledì 2 aprile

  1. Annalisa

    La domanda non è solo se volete essere fedeli a Dio..ma è anche, e Gesù stesso ce lo dice, volete essere felici?
    La risposta degli uomini potrebbe essere che per essere felici significa scegliere e scegliere significa essere responsabili di sé stessi..prendere in mano la propria vita essere felici significa non sentirsi un colpa se io sono felice e gli altri no…ci sono figli che hanno avuto genitori amati che nella vita non sono stati felici ma solo sacrificati

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  2. Annalisa

    I giovani di oggi hanno perso il desiderio di essere felici, la società li ha trasformati in oggetti di consumo, fanno fatica ad alzarsi dal letto, le prospettive sono poche? Non credo dipenda da questo.peblnso che abbiano perso la fiducia nella vita.forse la vita lì ha bastonati abbastanza e hanno paura, sono paralizzati..sono malati

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  3. sr Alida

    Volete essere fedeli al Signore? La risposta è cammino di ogni giorno, un si da rinnovare quando sorge il sole, ci invita a questo persino il canto degli uccelli che sento già presto…. Dipende da cosa scelgo, con cuore o dalla superficie soltanto. Voglio sperare nei giovani, che ci siano gli aiuti necessari, che incontrino persone vere che facciano esplodere la loro voglia di vivere e per questo prego,con voi.

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  4. Elena

    La fedeltà è una scelta complessa: è un rinnovare il mio sì ogni giorno, attraversando le cose scontate, le fragilità, le incomprensioni, talvolta il dolore e il perdono. È rinnovare un amore fatto di fiducia e di speranza, di responsabilità e cura delle piccole cose. È un impegno serio e costante nel tempo e nello spazio di una vita. La fedeltà a Dio è anche fedeltà a me stessa e al mio prossimo, a ciò che ho scelto di essere per me e per gli altri. E quando la fragilità umana si insinua nelle mie scelte, so che posso contare su di Te, Signore. Trovi il modo di ripigliarmi. Fedele per sempre….
    Una preghiera per i giovani, nei quali credo ancora e nonostante tutto!

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