martedì 1 aprile

di | 31 Marzo 2025

Ger. 48,1-27

1 Riguardo a Moab.
Così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d’Israele:
«Guai a Nebo! poiché è devastata;
Chiriataim è coperta di vergogna e conquistata;
Misgab è coperta di vergogna e sbigottita.
2 Il vanto di Moab non è più;
in Chesbon tramano del male contro di lui:
“Venite, distruggiamolo, e non sia più nazione”.
Tu pure, o Madmen, sarai ridotta al silenzio;
la spada t’inseguirà.
3 Delle grida vengono da Coronaim:
“Devastazione e gran rovina!”
4 Moab è infranto,
i suoi piccini fanno udire i loro gridi.
5 Infatti su per la salita di Luit si piange,
si sale piangendo perché giù per la discesa di Coronaim si ode il grido angoscioso della gente in fuga.
6 Fuggite, salvate le vostre persone,
siate come la città di Aroer nel deserto!
7 Infatti, siccome ti sei confidato nelle tue opere e nei tuoi tesori,
anche tu sarai preso;
Chemos sarà deportato
con i suoi sacerdoti e con i suoi capi.
8 Il devastatore verrà contro tutte le città,
nessuna città scamperà;
la valle perirà e la pianura sarà distrutta,
come il SIGNORE ha detto.
9 Date delle ali a Moab,
poiché bisogna che voli via;
le sue città diventeranno una desolazione,
nessuno le abiterà.
10 Maledetto colui che fa l’opera del SIGNORE fiaccamente,
maledetto colui che trattiene la spada dallo spargere il sangue!
11 Moab era tranquillo fin dalla sua giovinezza,
riposava come vino sulla sua feccia,
non è stato travasato da vaso a vaso,
non è andato in esilio;
per questo ha conservato il suo sapore,
il suo profumo non si è alterato.
12 Perciò ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,
«in cui io gli manderò dei travasatori, che lo travaseranno;
vuoteranno i suoi vasi,
frantumeranno le sue anfore.
13 Moab avrà vergogna di Chemos,
come la casa d’Israele ha avuto vergogna
di Betel, in cui aveva riposto la sua fiducia.
14 Come potete dire: “Noi siamo uomini prodi,
valorosi in battaglia”?
15 Moab è devastato; le sue città salgono in fumo,
il fiore dei suoi giovani scende al macello»,
dice il re, che si chiama il SIGNORE degli eserciti.
16 «La calamità di Moab sta per giungere,
la sua sciagura giunge veloce.
17 Compiangetelo voi tutti che lo circondate;
voi tutti, che conoscete il suo nome,
dite: “Come ha fatto a spezzarsi quel forte scettro,
quel magnifico bastone?”
18 O figlia che abiti in Dibon,
scendi dalla tua gloria, siedi sul suolo riarso,
poiché il devastatore di Moab marcia contro di te,
distrugge le tue fortezze.
19 O tu che abiti in Aroer, fèrmati per la strada, e guarda;
interroga il fuggiasco e colei che scampa,
e di’: “Che cos’è successo?”
20 Moab è coperto di vergogna, perché è infranto;
lanciate urla, gridate!
Annunciate sull’Arnon
che Moab è devastato!
21 Un castigo è venuto sul paese della pianura,
sopra Colon, sopra Iaas, su Mefaat,
22 su Dibon, su Nebo, su Bet-Diblataim,
23 su Chiriataim, su Bet-Gamul, su Bet-Meon,
24 su Cheriot, su Bosra,
su tutte le città del paese di Moab
vicine e lontane.
25 La forza di Moab è abbattuta,
il suo braccio è spezzato»,
dice il SIGNORE.
26 «Ubriacatelo, poich’egli si è innalzato contro il SIGNORE,
si rotoli Moab nel suo vomito
e diventi anch’egli un oggetto di scherno!
27 Israele non è forse stato per te un oggetto di scherno?
Era forse stato trovato fra i ladri,
che ogni volta che parli di lui tu scuoti il capo?

Commento

Ora lo sguardo di Geremia finisce sul regno di Moab. Esso  è un popolo “parente” di Israele, in quanto discende da Lot, nipote di Abramo. Come tutti i popoli e come ha fatto Israele ha però disprezzato il Signore, ha servito Camos suo dio nazionale e, soprattutto, ha infastidito Israele con continue umiliazioni. Dalle parole di Geremia si capisce che subirà la condanna e il giudizio. Sarà cioè devastato dall’avanzata di Nabucodonosor e sarà ridotto in schiavitù. Tutto questo perché ha camminato nelle vie dell’orgoglio “ponendo fiducia nelle sue fortezze e nei suoi tesori”. Siamo sempre in questa logica dove l’autosufficienza non porta altro che alla rovina. Non diversamente da quanto viene detto per Israele, il giudizio di Dio è sempre contro l’idolatria, frutto dell’orgoglio personale e nazionale. Ma il giudizio su Moab “finisce”, ha cioè un suo compimento positivo, preludio di una novità: Dio stesso “cambierà le sorti di Moab” . Vale a dire che Moab, parente di Israele, sarà salvato

Preghiamo

Preghiamo per la pace

3 pensieri su “martedì 1 aprile

  1. sr Alida

    Dio cambierà così anche le sorti di questa società, del mondo… In positivo, in novità… Dove bene non c’è…. In questa attesa oltre che l ‘aumento fede,preghiamo per una rinnovata richiesta di pace.

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  2. Elena

    Continuo nella grande fatica del leggere Geremia. Non è facile commentare ed interiorizzare continui scenari di violenza e di guerra. Posso solo leggerne la storia e le vicende umane. Non vi leggo il castigo di un Dio offeso dalle nefandezze umane. Posso leggere la speranza di chi si ritrova ancora vivo, esiliato o deportato, ma vivo e grato, forse ancora capace di rinascere a ciò che è accaduto. Posso leggere il dolore e la furia di popoli costantemente in lotta come ancora oggi accade per non diversi motivi. Posso leggere la vita attraverso sguardi differenti….
    Ma le tristi e dolorose profezie di tutti i tempi sono veramente difficili da assimilare!
    Allora prego il Signore di tutte le vite e di tutte le esistenze di avere pietà per tutto il male che porta in sé l’umanità. Di avere pietà degli innocenti e di dar loro una possibilità di nuova vita, lontana da questi scenari devastanti. E che Egli possa ascoltare il grido del giusto, in ogni tempo e in ogni luogo della terra e possa custodirlo nel Suo amore.
    Preghiamo insieme per la pace.

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  3. Annalisa

    Anche io trovo difficoltà a leggere questi scenari di devastazione, la vergogna e poi la salvezza..
    Non credo nemmeno io all autosufficienza che i miracoli li fa solo Dio..e per quanto riguarda la gratitudine deve essere consapevole…solo Dio è immune dall arroganza dalla superbia dal tentativo di richiudere in un angolo..la fiducia si guadagna non è merce che va elargita senza senno..
    Poi ogni popolo ha una storia a sé e se solo riconosce di essere anche lui mancante se è diventato saggio farà un percorso di crescita per arrivare a Dio..
    Si arriva a Dio con il cuore non con la testa

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