mercoledì 7 aprile

di | 6 Aprile 2021
I discepoli di Emmaus – Arcabas

Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Commento

Siamo al famosissimo brano dei discepoli di Emmaus. Commentato in miriadi di modi diversi, dipinto da artisti di ogni epoca. Insomma un brano che è conosciuto. Io mi limito ad un semplice piccolo commento, cercando di inserirlo nei racconti delle apparizioni del Signore risorto. Inizialmente i due discepoli non riescono a riconoscere Gesù risorto. Possiamo dire che, come tanti di noi, anche loro, i due discepoli  fanno fatica ad intravedere il Signore, a conoscere il Signore. È il cammino con quel viandante che aiuterà a riconoscere Gesù risorto. Ci vuole un cammino, un percorso per amare Gesù. Non lo si trova in verità astratte, ma in cammini di condivisione con la parola e il pane, con la bibbia e l’eucarestia. Proviamo a vedere  l’andamento del brano: si passa da un periodare lungo e stanco, puramente descrittivo, ad uno stadio in cui al contrario compaiono punti esclamativi, frasi brevi ed espressioni veicolanti coinvolgimento e partecipazione emotiva. È la traduzione in chiave letteraria di un processo che conduce i due viandanti a riacquistare quella speranza che avevano perduto (“Noi speravamo…”). E non è un processo di ricerca razionale, ma personale. Si tratta di un incontro personale. Allora sì che è riconosciuto come il risorto e il vivente

Preghiamo

Preghiamo per tutti i nostri ragazzi

2 pensieri su “mercoledì 7 aprile

  1. Elena

    Come riconoscere Gesù? Come e dove incontrarlo? Ed io lo so riconoscere? E da cosa? Quale cammino ho intrapreso che mi ha permesso di avvicinarlo? E quanto desidero che Lui resti con me, alla fine del giorno perché si fa sera? Se penso a dove io arrivo con tutte queste domande, penso che sono ancora lontana. Però è Lui che mi viene a cercare, che crea le condizioni per l’incontro, la conoscenza, la permanenza. Io posso mettermi in cammino, posso ascoltare e raccontare, posso farmi ardere il cuore e alla fine riconoscere che il Signore vuole camminare e stare con me, con noi. Ed è Lui che apre i nostri occhi sulla Sua presenza.

    Rispondi
  2. sr Alida

    Rimanere in ascolto di quando il cuore arde.. Mi fa sempre pensare questo episodio perché quando il Signore è presente non si riconosce.. E poi quando non c’è più si coglie che era presente, che si era accompagnato alla lentezza del nostro passo… Preghiamo per tutti i nostri ragazzi perché si accorgano quanto il Signore li ama, anche perquelli che lo ignorano e comunque battezzati non riconoscono il dono

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.