sabato 8 settembre

di | 7 Settembre 2018

la notte della sapienza chagallQo 1,2-3:

2Vanità delle vanità (hebel habalim), dice Qoèlet, vanità delle vanità (hebel habalim): tutto è vanità (hebel). 3Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?

Commento

Dopo l’introduzione entriamo nel vivo del libro. Subito ci viene messa di fronte la famosa espressione: vanità delle vanità. Ho voluto mettere l’espressone ebraica: Hebel. Cosa vuol dire questa parola, che è la chiave di lettura di tutto il libro? Non dobbiamo intenderla come pensiamo noi, un vizio della vita: quell’uomo è vanitoso. No, in ebraico essa è soffio, soffio che passa, vuoto, niente, fumo che svanisce.  Vanità della vita che è transitoria, vanità della bellezza che passa, vanità dei progetti umani per cui l’uomo fa fatica e si affanna ma che sono un soffio. Anche il nome di Abele deriva da questa vanità, hebel. È simbolo dell’uomo fragile, la cui vita è un soffio. Abele è il primo fratello che compare nella bibbia e se ne va rapidamente come un soffio. Questa parola è l’architrave su cui è costruito tutto l’edificio di un pensiero che dice che non c’è nulla di stabile. Vorrei anche dire che questa vanità non è la critica a  quel modo di pensare un po’ moralistico che dice che tutto è banale, è effimero, che tutto passa. Invece l’autore di qoelet ci dice che non esiste una giustizia perfetta data dalla legge. È la critica dell’uomo del tempo contro ogni forma di legalismo. Anche nell’ambito della sapienza qoelet dichiara che non esiste la sapienza perfetta, dichiara che l’uomo non può raggiungere la totalità del sapere. È solo soffio che passa. Questo hebel habilm è il manifesto della fragilità, dell’imperfezione e della transitorietà della vita.

Preghiamo

Preghiamo per Massimo che ci ha lasciato e che è tornato al cielo con suo figlio Giovanni morto settimana scorsa.

5 pensieri su “sabato 8 settembre

  1. srAlida

    Tutto passa il cielo rimane ..Tutto è vanità ,in questa provvisorietà dove nessuno è esente,ci aiuti il Signore quanto è importante scoprire con la Sua grazia l’essenziale nel qui ed ora,mi unisco alla preghiera per Massimo e il figlio Giovanni e per i loro cari .

    Rispondi
  2. sr Rita

    Sapere che tutto passa, che tutto è un soffio può generare angoscia, ma anche leggerezza. Non tutto il male rimane per sempre. Non tutta la fatica rimane per sempre. Passa la bellezza ma passa anche la fatica. La sapienza ci insegna come comportarci davanti alla bellezza e al dolore. La misericordia del padre avvolga di tenerezza Massimo e il figlio Giovanni.

    Rispondi
  3. . Elena

    Soffio, passaggio, effimero, sono parole che hanno in sé il movimento verso altro. Che anche la nostra vita possa essere movimento verso Altro, verso quell’Amore verso il quale tutti stiamo camminando. Massimo, Giovanni, i nostri cari, i nostri amici, i nostri fratelli ci hanno preceduti. Ci sia tanta gioia ora nell’incontro con Chi è per sempre!

    Rispondi
  4. Luca

    Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?

    Oltre alla leggerezza, alla caducità, i versetti di oggi ci, mi interrogano subito sulla nostra quotidianità concreta, senza troppi voli pindarici e spiritualisti.
    E vanno subito al punto, al centro (perlomeno in termini di energie spese): per cosa, perché ti affanni?
    Lascio risuonare questo interrogativo…

    Buona giornata a tutti!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.