
Mi discosto un attimo dalla storia di Giuseppe e i suoi fratelli anche se quello che sto per scrivere rientra in quella categoria del mediatore che abbiamo visto ieri commentando la storia biblica. Sono quelle piccole storie che mi affascinano e che dentro di me lasciano un segno importante, anche se oggi quel segno non è solo importante, ma anche una piccola ferita. Qualcuno mi dirà che non so staccarmi da niente forse è vero, ma io al mio ciliegio mi ci ero affezionato. Premesso che non lo avevo piantato io, ma l’ho trovato già grande. Era facile arrampicarsi sui suoi rami e starsene un poco seduto lì sopra. Faceva anche buone ciliegie. Stava all’Agro, lì alla casa di don Roberto e degli amici della cascina, dove anche io ci ho abitato per un po’ di anni. Quando ero un poco in aria (e conoscendo me stesso succedeva di frequente, oltre alle buone chiaccherata con don Roberto e gli amici, mi prendevo il tempo di salire su quel ciliegio e di starmene lì seduto per un po’. Raccontavo al mio ciliegio le mie storie e poi lui se ne stava in silenzio tranquillo. A volte ci sono dei mediatori naturali, mediatori che arrivano dalla natura. Io mi sentivo in sintonia con il ciliegio e quando scendevo dalla pianta non avevo risolto niente, ma ne andavo un più tranquillo. La pianta di ciliegio in apparenza non diceva niente, anzi non diceva proprio niente. Ma ascoltando il vento tra i suoi rami, guardando le sue foglie, e ammirando quel robusto tronco, mi arrivava come un eco che mi diceva, non preoccuparti c’è un creato intero attorno a te, un creato fatto di bellezze infinite, impara a guardare questo creato con le sue bellezze infinite, impara a lodare il dio creatore. Tutta qua. Scendevo dalla pianta facevo un giro nell’orto e ritornavo da don Roberto per far due parole con lui. non abitavo più da un po’ di tempo in quella casa, ma volevo vedere ancora una volta il mio ciliegio. Sono entrato in casa e non c’era più. tagliato in mille pezzi. Sono rimasto male. Era un buono ciliegio. Non pensate alla mia strana follia, pensate al mio mediatore naturale: un ciliegio.
Ti capisco don Sandro. A me è successa una cosa molto simile con un grande salice che dominava la riva del Serio vicino a Grassobbio. Non mi ci sono mai arrampicato, ma gli davo carezze e lo ammiravo. Ora è un moncherino. Ma è vero: era un mediatore