una mia conclusione

di | 24 Gennaio 2025

Leggo che a Trieste volontari Caritas  e di tante altre associazioni sfidano la legge comunale che vieta l’assistenza ai poveri che sono nelle strade e nelle piazze, sfidano perché assistono rischiando multe e non solo.  Sono abbastanza sicuro che questo avviene anche in altre città. Per fortuna a Bergamo, intanto, si può assistere e dare aiuto a chi vive per strada. Questo fatto mi porta ad una mia personale conclusione proprio sul tema della giustizia nei confronti dei poveri. la conclusione è questa. A volte si tratta anche di provare a sfidare la legge per rendere vicino l’aiuto nei confronti dei poveri. a volte la vicinanza si deve fare così vicina che si rischia anche una multa. C’è una buona differenza tra vicino e prossimo e la parabola del buon samaritano ne è la dimostrazione. Il sacerdote e il levita del tempio erano molto vicini a quel malcapitato assalito dai briganti, ma erano molto lontani come prossimità, non si sono fatti prossimi, se ne sono andati. Il samaritano era molto lontano da quell’uomo, era della samaria, eppure lui si fa prossimo perché si ferma e sfida ogni paura. A volte siamo così vicini all’altro, ma per tanti motivi, non ultimo la paura di una legge che ti vieta di fare qualcosa per l’altro, che alla fine non ci facciamo prossimo dell’altro, andiamo dall’altra parte. Invece c’è qualcuno che, pur lontano, osa farsi prossimo sfidando tutto un sistema che sembra impedire ogni possibile aiuto. Ho pubblicato tutta una serie di numeri che mostrano le grandi disuguaglianze esistenti nel mondo. Noi questa cosa non la possiamo cambiare. Ma è importante conoscere, sapere come vanno queste faccende nel mondo. Noi però possiamo farci non vicini, ma prossimi di tante persone che sono in difficoltà. Questa è una delle sfide che noi possiamo mettere in atto. Farci prossimo, rischiando un pochino tanto di persona. Farci prossimo e non vicini, sfidando magari modi di fare,  regole e il pensiero comune che ci chiede di rimanere vicini, ma non prossimi. Concludo così: non si ama il prossimo perché mi è accanto, o perché mi è più vicino di un altro, ma perché è una persona che mi trovo davanti e si trova nel bisogno, perché è una vittima. 

Un pensiero su “una mia conclusione

  1. Claudia Isabella Curti

    Farsi prossimi, anche se questo comporta non essere secondo la legge, ma secondo la legge dell’ Amore.
    Proviamoci!!

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