
Questo viaggio di Abramo è un cammino di sapienza, un cammino di riscoperta. Così lo penso questo camminare di Abramo con la sua famiglia del deserto. “che cosa significava per te camminare ogni giorno nel deserto per cercare una terra promessa?” “viaggiavo di giorno, non nelle ore più calde perché nel deserto il sole picchia duro, arrivato in un luogo piantavo la tenda e mi domandavo se quella era la terra promessa da Dio. la sera mettevo una stele di pietra per ricordare la presenza del Signore e poi lamattina ripartivo. Sapevo bene che quella non era la terra promessa, ci voleva tempo per quella terra. tanto tempo e tanto cammino, forse una vita intera.” Abramo si portava dietro la famiglia, i servi, i nipoti, i suoi armenti, ma soprattutto in quel viaggio si portava una presenza particolare: il Signore. anche in questo Abramo esprime la sua originalità: “ non mi portavo dietro un Dio che era manufatto d’uomo e che stava nella bisaccia, quello era un idolo vuoto, che non parla, non dice. Mi portavo invece nel cuore una presenza che mi accompagnava ogni giorno.” Forse Abramo scopre che Dio non è un idolo, un luogo, un tempio, una pietra. Non è tutto questo. “Dio è con me è una presenza viva nel cuore, è una promessa che mi fa camminare. Dio non è solo nel mio cuore, è nel cuore di tutti coloro che lo cercano con sincerità, che si mettono in viaggio per dialogare con Lui. Dio è la promessa, Dio è la terra buona, è la vita. con lui camminavo ogni giorno.” per trovare vita Abramo deve camminare, per trovare la promessa della sua vita Abramo cammina con il suo Dio nel cuore e con lui dialoga ogni giorno.