talenti

di | 3 Settembre 2022

Per introdurre l’economia del dono contro quella del profitto ad ogni costo parto, da una parabola narrata da Gesù. È sorprendente la spiegazione che ho trovato proprio in chiave di economia del dono. Non ci avevo mai pensato. E grazie a chi pensa queste cose. Per la verità è una parabola che non mi ha mai convinto troppo nella spiegazione che in genere cercavo di utilizzare. Non mi convinceva per due  motivi: il primo questa questione del merito e dei talenti come dei doni ricevuti da trafficare ad ogni costo e questa strana suddivisione comunemente accettata chi 5 chi 3 chi 1 talento. Perché qualcuno tanti talenti e qualcuno pochi? E poi soprattutto nella versione di Luca perché questo padre e padrone per di più violento: ma Luca non era l’evangelista della mitezza di Dio? Questi dati non mi sono mai tornati del tutto, anche se ho sempre accettato la tradizionale spiegazione senza fare molte storie e ho sempre spiegato così la parabola. La lettura di un testo mi ha aiutato ad entrare in un’ottica diversa. Gesù quando narra parabole parte sempre dal vissuto quotidiano, da quello che vede. E che cosa vedeva Gesù? Vedeva il signore della città che possedeva terreni e che ogni tanto veniva e vedere che cosa facevano i suoi operai.  Prendeva le tasse e poi se ne tornava in città. A chi aveva prodotto tanto meritava tanto a chi non aveva prodotto il padrone portava via la terra. infatti nella parabola si dice: Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti». Gettato fuori perché pieno di debiti perché non riusciva a pagare le tasse del suo padrone e incapace di venire a capo di questa situazione. C’erano quindi dei signori che non risiedevano nelle loro grandi fattorie, ma vivevano esibendo ricchezza e prestigio nelle città ed affidavano l’amministrazione delle loro proprietà ai propri servi o funzionari. Questi operavano per conto dei propri padroni e potevano mantenere la loro posizione di privilegio nella misura in cui facevano fruttare e moltiplicare il capitale che avevano in gestione. Il risultato era scontato: arricchimento dei potenti, impoverimento degli altri. La gente che sentiva parlare Gesù di talenti, di lavoro, di padrone che parte per un viaggio e poi torna per saldare i conti capiva bene a chi Gesù faceva riferimento. Infatti Gesù verrà sempre osteggiato da tutti coloro che avevano ricchezze. Questa è la logica del profitto, del merito, del mandare avanti chi ha prodotto tanto e cacciar fuori chi, secondo questa logica non produce niente. E il servo fannullone? Vedremo domani di che cosa si tratta… intanto un’idea iniziale ce la siamo fatta. Gesù non parla di doni e talenti, ma di vita concreta.

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