
Mi prende una cosa a cui non avevo mai fatto caso. L’entrata degli animali, di una coppia di tutte le specie di animali che stavano sulla terra nell’arca di Noè non è a comando, non è dettata da un padrone che incita ad entrare dentro quella grande barca. Infatti il testo di genesi scrive così: D’ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. 3 Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. è Dio che chiede questo impegno a Noè. E Noè assume questo impegno non per comandare sugli animali, ma per fare una cosa sola: conservarne la razza su tutta la terra. ANnoè non interessavano gli animale per il gusto di avere animali in casa, non interessavano per un guadagno suo, interessavano per conservarne la razza. In questo tempo di caldo, di cambiamenti, non siamo forse invitati a pensare che non più siamo chiamati a continuare ad essere padroni del creato, ma a salvaguardare il creato? Non siamo anche noi chiamati a costruire simbolicamente un’arca per conservare il creato? Qualcuno lo nega, non è vero che ci sono dei cambiamenti, qualcuno lo afferma ma non fa molto (e forse io sono uno di questi). Qualcuno ci mette tanto del suo e magari o è contestato o deriso. Leggo che anche Noè che costruiva l’arca era deriso, ma lui è arrivato in fondo e ha conservato tutte le specie che stavano sulla terra.