
Nella spiegazione della parola povero trovo, tra i tanti, un significato originale e unico. Povero significa anche senza via di scampo, colui che non conosce una via di uscita, non conosce soluzione al suo problema. È interessante e drammatica questo senza via di scampo. Senza soluzione. Questo mi porta a dire che il povero da solo non può riuscire a venire a capo della sua questione. Da qui nasce il grande tema di come aiutare e trovare soluzioni a chi non ha via di scampo. Il povero non possiede i mezzi per uscire dalla sua situazione e ce ne stiamo accorgendo già due giorni dopo la grandiosa e spettacolare pace di Gaza. Come può trovare i mezzi e le possibilità di una via di uscita alla sua drammatica vita e storia colui che dopo tanto tempo rientra a casa sua e non trova niente se non macerie. E come può sperare di farcela se dopo due giorni dalla spettacolare pace gli aiuti sono già stati bloccati e per le vie si continua ad uccidere? C’è bisogno di un qualcosa dall’esterno, ma di vero e di autentico, qualcosa che possa salvaguardare la vita di chi non ha niente. Di fatto le soluzioni che troviamo sono in genere quelle che devono diventare profitto per qualcuno. Tolgo le condizioni della povertà, però non devo perderci io, anzi se ci guadagno è meglio. ma esistono storie, vicende, possibilità diverse che aiutano a trovare una via di uscita non ancora a scapito del povero, ma nel rispetto della sua dignità? Esisterà un modo per ripensare alla storia di Gaza e di tutte le altre città devastate dalla guerra che non sono solo profitto per qualcuno e lasciare il povero senza una via di uscita?