semplice

di | 15 Giugno 2026

Non mi addentro nei commenti alla lettera enciclica del papa e nemmeno ai commenti sulla questione dell’intelligenza artificiale. Vedo che in tanti fanno commenti di vario tipo. Io per il momento mi limito a leggere qualcosa per capirci qualcosa. Però un elemento mi ha colpito e su questo ci scrivo volentieri un pensiero. Capisco che è una questione grandiosa, al limite dell’onnipotenza. Tutto è grande in questa questione. la gestione, l’organizzazione, il guadagno, le prospettive futuro. Tutto è veramente grande, immenso. Anche  i commenti che girano attorno alla questione sono grandi, immensi. Se prendo tra le mani la lettera del papa che non è solo intelligenza artificiale riconosco che è corposa nel suo dispiegarsi e nei suoi contenuti. I grandi commentatori si cimentano in grandi commenti e ognuno ne difende le sue posizioni in positivo e in negativo. Ma se guardo alla parola sacra mi viene lasciata una immagine che dice altro: un granellino di senape, un bambino che nasce, un pezzo di pane, un giglio del campo, un ragazzo che consegna 5 pani e due pesci, un gruppo di 12 amici del signore improbabili nelle loro vite. Tutto è semplice e tutto è piccolo nella parola sacra. Che forse dobbiamo tornare lì? e che ne facciamo di tutto il grande che abbiamo compresa l’intelligenza artificiale?

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