
Non scrivo quasi più lettere e se le scrivo è più per necessità. La tecnologia in me ha sostituito questo momento particolare di scrittura agli amici e non solo agli amici. Un messaggio, lunghe telefonate, un post, dieci righe su un blog. Non frequento Instagram, Facebook e altro simile; ovviamente frequento assiduamente whatsapp e mi sembra già questo un grande esercizio di attenzione alle parole. Nella mia scrivania una volta tenevo fogli per lettere. C’erano quelle via aereo per gli amici missionari lontani e vicini. Poi avevo la serie con le frasi di Santa Chiara e San Francesco. le sceglievo in base a chi volevo scrivere. oggi non trovo più niente di tutto questo nel cassetto della mia scrivania. E allora ho deciso di scrivere lettere come le scrivevo una volta. Ogni giorno una lettera. e ho provato a scegliere anche l’amico o il soggetto a cui scrivere le mie lettere. Scriverò lettere al silenzio. Magari poi mi aspetterò una riposta dal silenzio. E magari arriverà anche, oppure non arriverà. Questo non lo so. Intanto io comincio a scrivere al silenzio. Poi vediamo cosa succede lungo questo cammino. Scrivo al silenzio perché mi manca di questi tempi e perché quando lo incontro è un incontro per me difficile. Chissà che scrivendo proprio a lui, al silenzio, possa fare pace con lui. ho un grande dono dentro, che a volte diventa groviglio e si chiama proprio silenzio. Lo amo e lo fuggo insieme. chissà perché. Forse parlo al silenzio perché mi piace trovare in lui luce e grazia. Forse è meglio ascoltarlo il silenzio. Intanto ti scrivo e vediamo se riuscirò nel silenzio ad ascoltare il silenzio. Lo farò a modo mio. Non ci sarà niente di formale in queste mie lettere. Solo lettere come le scrivevo una volta.