
Gv. 1,24-28
24 Essi erano stati mandati da parte dei farisei. 25 Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi, se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?» 26 Giovanni rispose loro, dicendo: «Io battezzo in acqua; in mezzo a voi è presente uno che voi non conoscete, 27 colui che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari!» 28 Queste cose avvennero in Betania di là dal Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Commento
Continua l’interrogatorio fatto a Giovanni Battista da parte dei sacerdoti inviati dai giudei. di fatto i giudei nel linguaggio del Vangelo di Giovanni, sono i capi religiosi che entrano in polemica con Gesù e con Giovanni Battista. Essi vanno distinti dagli “israeliti”, che sono invece quelli che ascoltano la parola di Gesù e sono i “poveri di Dio”, il “resto d’Israele” che attende il Messia. È il mondo dei giudei che si è messo contro Gesù e Giovanni Battista. Oggi la domanda è sul perchè Giovanni Battista battezza se non è un profeta. Ed egli con la sua precisa risposta giustifica il suo operato e la sua missione: “Io battezzo con acqua”. Giovanni pratica questo rito perché ogni uomo si disponga ad accogliere la rivelazione del salvatore d’Israele. Egli non accosta la sua persona a quella del Salvatore per fare un confronto, ma solo per mettere in risalto la grandezza e la dignità del Cristo. La sua vita ha dimensioni di eternità e Giovanni non è degno di rendergli il più umile dei servizi, come quello di slacciare i sandali, che pure era un compito riservato agli schiavi. Con la parola e con la vita egli offre a Gesù una testimonianza che cerca di suscitare la fede di tutti verso il grande sconosciuto che vive tra gli uomini e che essi non conoscono.
Preghiamo
Preghiamo per Davide
Quanta arroganza nelle domande dei farisei. La stessa che oggi cogliamo nei discorsi dei politici di fronte alle questioni umane di ogni tempo. Non c’è una vera volontà di conoscere, di capire, c’è una precisa volontà di sentirsi superiori e giudici di quanto accade.
Dov’è il Tuo regno, mio Signore?
Una preghiera per Davide.
Quanta ironia nell’interrogare Giovanni, che si manifesta come umile servo di Gesù nel preparare la strada, eppure anche se ha un compito importante non si erge a potente. Come alcuni capi di oggi. Signore insegnaci l’umiltà del grazie per la tua presenza, e di trasmettere il tuo amore, per Davide preghiamo