sabato 11 aprile

di | 10 Aprile 2026

– Sabato dell’ottava di pasqua – Mc 16,9-15

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Commento

Questo racconto è detto la seconda finale del vangelo di Marco, quasi un’aggiunta al racconto iniziale che finiva semplicemente con le donne che fuggono per la paura. Ecco allora questa aggiunta. Possiamo anche chiamare questo Vangelo, il Vangelo dell’incredulità. Gesù richiama i discepoli per la durezza del loro cuore, ma nonostante manchino di intendimento e di fiducia in coloro che avevano avuto l’esperienza del Risorto, Gesù confida a loro una missione: “andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo a ogni creatura” Questo è il Signore, ci ama tanto, crede in noi, che nonostante noi stessi, ci dà la missione di annunziare il vangelo. Siamo fragili vasi di argilla che portiamo dentro un grande tesoro.  Il vangelo suscita un interrogativo, una domanda: nei nostri giorni sarà che ci manca certezza, convinzioni, esperienza forte di preghiera per annunciare la gioia del Vangelo, oppure troveremo coraggio della testimonianza?

Preghiamo

Preghiamo per Davide.

2 pensieri su “sabato 11 aprile

  1. sr Alida

    Nonostante gli apostoli manchino di intendimento e di fiducia in coloro che avevano avuto l’esperienza del Risorto, Gesù confida a loro una missione: “andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura, il Signore, ci ama tanto, crede in noi, che nonostante noi stessi, ci dà la missione di annunziare il vangelo. Siamo fragili vasi di argilla che portiamo dentro un grande tesoro. Abbi pietà di me Signore aumenta in me la certezza della Tua Risurrezione affinché testimoni il tuo amore, prego Davide e per Stefano.

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  2. Marco Luciano

    È proprio questa fragilità ad essere la nostra ricchezza e la nostra condanna, Dio si affida alle nostre fragilità seguendo una logica tutta sua e non nostra “andate in mio nome anche se siete duri di cuore” ed è faticoso starci dentro, è faticoso ma ci sono persone che sentono la necessità di starci lo stesso, perché è anche affascinante e meraviglioso, attrattivo, perché questa cosa qui non ci sta a rispettare le leggi egoistiche e predatorie di questo mondo.
    Si è alla fine Lupi che aspirano a diventare agnelli belanti dentro un branco affamato con stomaco senza fondo.
    Andate e belate in mezzo ai lupi, guardate me con la mia mitezza e la mia umiltà, mi hanno sbranato, ma poi alla fine ho vinto io, tutta quella fame, quel possesso e potere non conta niente non sazia mai
    Guardate non mi hanno fatto niente
    È difficile lo riconosco sento tutto questo passa da quell’ accettarsi fragile che ci sembra così sconfitta e invece Gesù ha dimostrato essere vittoria
    Aiutaci ancora mio Signore non lasciarci soli senza di te non andiamo da nessuna parte

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