
Entro in un argomento complicato e carico di questioni che cerco di comprendere volta per volta, momento dopo momento. La provocazione per aprire questa riflessione mi è arrivata da una persona. Come sono abituato in genere è proprio partendo da cose che vedo e che sento che nascono poi le mie semplici riflessioni. La provocazione è la seguente: ma quando faccio celebrare la messa per un mio defunto e mi accorgo che vi è accanto anche un altro nome, alla fine quanto è la quota che va per il mio defunto e quanto va per l’altra, perché devo capire quanto è necessaria per il bene dell’anima del mio defunto? Sono rimasto allibito per una simile domanda. Pensavo una questione superata ed invece è attuale. Questa domanda può anche non interessare a molti e chissà quanti si pongono sul mio stesso livello: non sono questioni necessarie, fondamentali per la vita. pensandoci bene ho invece trovato una questione di grande attualità anche per chi non è credente. la suddivido così. Il primo punto su cui riflettere è questo: la questione del mio, il mio defunto, il mio.. e mettete tutto quello che volete voi. C’è qualcosa che è solo mio e che va salvaguardato ad ogni costo. La seconda questione sta nel pensiero che può essere religioso oppure anche non religioso di una logica del dare per avere in cambio. In questo caso offro del denaro per la messa di un defunto e in cambio ricevo per lo stesso defunto un beneficio. Ci ragioneremo sopra un po’.