
Oggi non ho grandi pensieri. Riprendo il tema di ieri e dico questo. il sogno di qualcosa di nuovo, di una comunità diversa, pacifica e giusta lo si fa anche attraverso linguaggi e parole che segnano come una rottura tra un linguaggio che non rende ragione di questo cambiamento, di questa realizzazione di un sogno, ma che dice in sostanza una buona intenzione e basta. io sono il primo che non so mettere in fila bene le parole, che non sempre uso un linguaggio degno di pace e di giustizia. Lo so che devo purificare le parole, il linguaggio. Non posso dichiarare sempre che servono azioni nuove con parole vecchie che non rendono ragione di quanto dico e affermo. Per me imparare a purificare parole e linguaggio è fondamentale. Ma la stessa operazione deve metterla in atto la società, la chiesa, tutti. Un sogno di un mondo nuovo passa anche attraverso parole nuove, linguaggi nuovi. Torno a ripeterlo io sono il primo che devo essere in grado di camminare in questa direzione. Parole e linguaggi nuovi segni di pace e giustizia. Spero di imparare in fretta.