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di | 15 Maggio 2026

Siamo immersi nella morte, Signore. Israele dice al popolo palestinese: Voi qui non avete il diritto di esistere. E noi palestinesi rispondiamo: siamo a casa nostra, nel nostro Paese e sulla nostra terra. E intanto continuano le incursioni dell’esercito e gli attacchi dei coloni. E ancora case che vengono demolite, persone costrette ad abbandonare i loro villaggi e migliaia di prigionieri di cui nessuno parla. E a Gaza? Lo sterminio continua mentre si ripete che la guerra sarebbe finita. Israele ha attaccato l’Iran e la guerra si diffonde ovunque. Siamo immersi nella morte, Signore.

“In te cerchiamo rifugio finché non passerà il pericolo. Ci hanno scavato una fossa ma vi sono caduti dentro” (Salmo 57, 4.7)

Signore, ora che tutto hanno demolito, dove troveremo rifugio? A Gaza e in Cisgiordania, anche noi siamo distrutti. Abbiamo fame, sete, siamo malati. I nostri piccoli vengono morsi dai topi sotto le tende, loro unico rifugio. Se non è la morte, è la fame. La fame dei piccoli chi la sopporta? Li vedi? li senti? Questo arbitrio che lasci ai malvagi, Signore, è troppo gravoso per noi.

In te cerchiamo rifugio, Signore, finché non passerà il pericolo.

Si consumano i nostri giorni nell’attesa di una pace che intendono solo come conquista della nostra terra. Dichiarano il loro piano per eliminarci e il mondo continua a difenderli. Mi rifugio in te, Signore, nei giorni di sventura, nei giorni di lutto, nei giorni di speranza, nei giorni di guerra. E’ il momento della verità che illumini questi giorni di genocidio.

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