
Nell’uscire allo scoperto, nel momento in cui trovo il coraggio di uscire all’aria aperta e non mi chiudo in me stesso e nel mio mondo, non incontro solo le persone e le storie delle persone. Incontro anche il creato, il mondo che sta attorno a me. Di questo creato vedo tutti i drammi causati dalla mano dell’uomo. vedo tutto quanto è stata fatto e ancora si fa nel nome del progresso e della tecnologia o meglio ancora nel nome di un capitalismo che oggi ha messo anche il turbo e viaggia ad una velocità che non riesco neanche ad immaginare. Ma se esco e guardo con attenzione vedo ancora paesaggi stupendi, piccoli segni di una cura per il bosco, per il prato, per gli animali. Vedo la bellezza di un mondo che ci è stato regalato e di cui siamo solo e semplici amministratori. E allora anche questa è parola nuova per il futuro, la parola cura del creato, dell’ambiente, la parola che dice che ci teniamo così tanto a tutto questo che possiamo anche pensare di cambiare il nostro stile di vita. sono certo che per la chiesa questa è parola nuova: la cura di madre terra. è antica perché i nostri padri e nonni ne avevano profondamente cura e attenzione: da madre terra ricevevano la vita e il sostentamento e madre terra ringraziavano ogni giorni per la sua generosità. È parola nuova perché oggi siamo chiamati a riprendere in mano questa arte della cura di madre terra. ritengo tutto questo una forma di nuova presenza dei credenti nel mondo.