
Si può camminare assieme al creato, si può camminare con gli scartati del mondo senza perdere nessuno per la strada, si può camminare come popolo che procede in comunione e tutto funziona in apparenza. Ma si può anche camminare dentro le ferite di un popolo, dentro le ferite della terra. Si può camminare anche così. Attraversando le ferite del mondo e dell’umanità. A volte si è come costretti a camminare tra queste ferite, dentro queste ferite. Sto pensando a chi si muove dentro le ferite delle città martoriate dalla guerra. Ci si muove costretti tra le ferite delle città in cerca di pace. E poi ci sono tutti coloro che sono costretti a fuggir via dalle loro case e camminano in cerca di altra terra e magari si portano di dietro le ferite del loro cuore, del loro mondo. questi sono in un certo senso costretti a camminare dentro le ferite, con le ferite addosso. Lo stesso vale per chi è malato e nella vita cammina portandosi dietro i suoi dolori. Accanto a questi che si muovono tra le ferire ne troviamo altri che scelgono di stare in mezzo alle ferite. Sono tutti coloro che in tanti modi diversi decidono di prendersi cura delle ferite altrui e si mettono in mezzo a loro in atteggiamento di prossimità, di cura, di vicinanza. Camminano in mezzo alle ferite umane e cercano di lenire queste ferite. Un grazie a tutti questi angeli che scelgono di camminare insieme al popolo ferito. E poi abbiamo qualcuno che preferisce camminare lontano da ogni ferita umana. Non voglio giudicare e aggiungere niente ma il mondo diventerà più umano e bello quando accetteremo di camminare accanto alle ferite dell’umanità intera, ciascuno per la sua parte, per quello che può fare, fatto al meglio possibile.
GRAZIE !