
– Giuditta 15,1-14
1 Tutti gli altri che erano nelle tende, appena seppero dell’accaduto, restarono allibiti 2 e furono presi dal panico e nessuno volle più restare vicino al compagno, ma tutti si sparsero in fuga in ogni senso nella pianura e su per i monti. 3 Anche quelli accampati sulle montagne intorno a Betulia si diedero alla fuga. A questo punto gli Israeliti, cioè quanti tra di loro erano atti alle armi, si buttarono su di essi. 4 Ozia mandò subito a Betomastaim, a Bebai, a Coba, a Cola e in tutti i territori d’Israele messaggeri ad annunziare l’accaduto e a invitare tutti a gettarsi sui nemici e annientarli. 5 Appena gli Israeliti udirono ciò, tutti compatti piombarono su di loro e li fecero a pezzi arrivando fino a Coba. Scesero in campo anche quelli di Gerusalemme e di tutta la zona montuosa, perché anche a loro avevano riferito i casi successi nell’accampamento dei loro nemici. Quelli che abitavano in Gàlaad e nella Galilea li colpirono terribilmente aggirandoli, arrivando fino a Damasco e al suo territorio. 6 I cittadini rimasti in Betulia si gettarono sul campo degli Assiri, si impadronirono delle loro spoglie e ne trassero ingente ricchezza. 7 Gli Israeliti tornati dalla strage si impadronirono del resto e le borgate e i villaggi del monte e del piano vennero in possesso di grande bottino, poiché ve n’era in grandissima quantità. 8 Allora il sommo sacerdote Ioakìm, e il consiglio degli anziani degli Israeliti, che abitavano in Gerusalemme, vennero a vedere i benefici che il Signore aveva operato per Israele e inoltre per vedere Giuditta e porgerle il loro omaggio. 9 Appena furono entrati in casa sua, tutti insieme le rivolsero parole di benedizione ed esclamarono al suo indirizzo: «Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d’Israele, tu splendido onore della nostra gente. 10 Tutto questo hai compiuto con la tua mano, egregie cose hai operato per Israele, di esse Dio si è compiaciuto. Sii sempre benedetta dall’onnipotente Signore». Tutto il popolo soggiunse: «Amen!». 11 Tutto il popolo continuò per trenta giorni a saccheggiare l’accampamento. A Giuditta diedero la tenda di Oloferne, tutte le argenterie, i divani, i vasi e tutti gli arredi: essa prese tutto in consegna e cominciò a caricarlo sulla sua mula, poi aggiogiò i suoi carri e vi accumulò sopra la roba. 12 Intanto si radunarono tutte le donne d’Israele per vederla e la colmavano di elogi e composero tra loro una danza in suo onore. Essa prese in mano dei tirsi e li distribuì alle donne che erano con lei. 13 Insieme con esse si incoronò di fronde di ulivo: precedette tutto il popolo, guidando la danza di tutte le donne, mentre ogni Israelita seguiva in armi portando corone; risuonavano inni sulle loro labbra. 14 Allora Giuditta intonò questo canto di riconoscenza in mezzo a tutto Israele e tutto il popolo accompagnava a gran voce questa lode.
Commento
Andando verso la conclusione del libro di Giuditta voglio sottolineare alcuni particolari interessante. Il primo è legato al fatto che Giuditta si fa protagonista di una vicenda di oppressione e di libertà, ma è protagonista non perché è l’eroina, ma perché mette in evidenza il protagonismo di Dio di cui lei si fida e mette al centro non la sua figura, ma il popolo intero. Questa grande parabola ci ha mostrato come lo svolgimento della storia umana si illumina in rapporto al protagonismo di Dio: è Lui vittorioso mediante l’innocenza della creatura credente, Giuditta. La fede è stata messa alla prova. È la novità per eccellenza nella storia degli uomini. L’innocenza della fede dotata di una bellezza particolarmente affascinante, misteriosa più che mai, ma commovente, entusiasmante; la fede, splendida nella bellezza come essa appare, realizza nella storia umana quella testimonianza che celebra la vittoria di Dio perché è Lui il protagonista, il Dio vivente. Dall’altra parte l’avversario è sconfitto non per una forza superiore ma perché ha creduto di essere il più grande e il più potente, ha creduto nell’idolatria di se stesso. l’idolatria è l’iniziativa degli uomini che vuole affermarsi come dominatrice del mondo e della storia. E tutto in obbedienza al valore assoluto che è attribuito al potere esercitato dagli uomini: l’idolatria del potere che è stata decapitata, sconfitta, sbugiardata.
Preghiamo
Preghiamo per Davide
Povera mula di Giuditta