mercoledì 4 giugno

di | 3 Giugno 2025

1 Cor. 10,23,1-11

10,23 Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica. 24 Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri. 25 Mangiate di tutto quello che si vende al mercato, senza fare inchieste per motivo di coscienza; 26 perché al Signore appartiene la terra e tutto quello che essa contiene. 27 Se qualcuno dei non credenti v’invita, e voi volete andarci, mangiate di tutto quello che vi è posto davanti, senza fare inchieste per motivo di coscienza. 28 Ma se qualcuno vi dice: «Questa è carne di sacrifici», non ne mangiate per riguardo a colui che vi ha avvertito e per riguardo alla coscienza; 29 alla coscienza, dico, non tua, ma di quell’altro; infatti, perché sarebbe giudicata la mia libertà dalla coscienza altrui? 30 Se io mangio di una cosa con rendimento di grazie, perché sarei biasimato per quello di cui io rendo grazie? 31 Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio. 32 Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio; 33 così come anch’io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non l’utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati. 11,1 Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.

Commento

Interessante il criterio con cui Paolo delinea la modalità di scelta e di vita: Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio. e poi ancora: non date motivo di scandalo, cioè non siate motivo di inciampo per nessuno. Quindi il vero criterio morale non è quello che scegli, ma il fatto che in ogni scelta il credente vive a fa secondo il vangelo, secondo quanto insegna Gesù. è vero che tutto è lecito, ma tutto deve continuamente confrontarsi con l’altro e con Dio. non posso solo disporre di quello che mi piace. La mia libertà deve confrontarsi con la libertà e la coscienza altrui. E ciò che ne segue è che se io sono libero, non è che faccio quel che mi pare e piace o quello che ritengo giusto, ma quello che dopo può essermi confrontato con la coscienza altrui aiuta me e l’altro a crescere e ci edifica. Per cui il vero principio della libertà è l’amore dell’altro. questo penso significhi dare gloria a Dio e non dare scandalo. Mettere come principio etico quella libertà che è amore per l’altro.

Preghiamo

Sembra che hanno trovato il corpo di padre Dall’Oglio in una fossa comune in Siria, scomparso nel 2013. Una preghiera per lui e per tutto quanto ha fatto per il dialogo tra cristiani e musulmani

2 pensieri su “mercoledì 4 giugno

  1. sr Alida

    Fare tutto per la gloria di Dio, cercare di vivere, ciò che che è utile per crescere nella fede, in ogni scelta il credente vive a fa secondo il vangelo, secondo quanto insegna Gesù. , tutto deve continuamente confrontarsi con l’altro e con Dio. Imparare questa libertà di Paolo, che pone sempre innanzi a sé stesso Dio e gli altri.Mi unisco alla preghiera per padre Dall’Oglio e per l’unità tra cristiani e mussulmani.

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    1. Betty

      La felicità non può mai essere piena/vera se non condivisa. Che è il concetto di libertà (o viceversa). La mia libertà finisce dove inizia quella altrui. Se non erro “dare gloria” significa anche compimento. Posso essere umanamente compiuto, se mi realizzo come vero uomo.
      Gesù, sogno di Dio per l’umanità ci ha insegnato, ci ha mostrato come poterlo essere, come provare a realizzare noi stessi in questo sogno. Essere pienamente umani.
      Mi allaccio alla riflessione del gatto Farone di oggi. Come possiamo essere, rimanere umani, davanti alla devastazione deliberata di un popolo. Dove è la libertà? Il rispetto per l’uomo e della libertà? Cosa fare? Continuare ad essere umani. Nelle nostre scelte. Piccolo passo, ma se ognuno fa il suo ….. chissà! Io ci spero !

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