mercoledì 26 febbraio

di | 25 Febbraio 2025

Ger. 26

 Nel principio del regno di Ioiachim figlio di Giosia, re di Giuda, fu pronunciata questa parola da parte del SIGNORE: 2 «Così parla il SIGNORE: “Va’ nel cortile della casa del SIGNORE, e di’ a tutte le città di Giuda, che vengono a prostrarsi nella casa del SIGNORE, tutte le parole che io ti comando di dir loro; non omettere nessuna parola. 3 Forse daranno ascolto e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; e io mi pentirò del male che penso di far loro per la malvagità delle loro azioni. 4 Tu dirai loro: ‘Così parla il SIGNORE: Se non date ascolto, se non camminate secondo la mia legge, che vi ho posta davanti, 5 se non date ascolto alle parole dei miei servitori, i profeti, i quali vi mando, che vi ho mandato fin dal mattino e non li avete ascoltati, 6 io tratterò questa casa come Silo, e farò in modo che questa città serva di maledizione presso tutte le nazioni della terra’”». 7 I sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che pronunciava queste parole nella casa del SIGNORE. 8 Appena Geremia ebbe finito di pronunciare tutto quello che il SIGNORE gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo lo presero e dissero: «Tu devi morire! 9 Perché hai profetizzato nel nome del SIGNORE, dicendo: “Questa casa sarà come Silo e questa città sarà devastata, e priva di abitanti”?» Tutto il popolo si radunò contro Geremia nella casa del SIGNORE. 10 Quando i capi di Giuda udirono queste cose, salirono dal palazzo del re al tempio del SIGNORE, e si sedettero all’ingresso della porta nuova del tempio del SIGNORE. 11 I sacerdoti e i profeti parlarono ai capi e a tutto il popolo, dicendo: «Quest’uomo merita la morte, perché ha profetizzato contro questa città, nel modo che avete udito con le vostre orecchie». 12 Allora Geremia parlò a tutti i capi e a tutto il popolo, dicendo: «Il SIGNORE mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città tutte le cose che avete udite. 13 Ora, cambiate le vostre vie e le vostre azioni, date ascolto alla voce del SIGNORE, del vostro Dio, e il SIGNORE si pentirà del male che ha pronunciato contro di voi. 14 Quanto a me, eccomi nelle vostre mani; fate di me quello che vi parrà buono e giusto. 15 Soltanto sappiate per certo che, se mi uccidete, mettete del sangue innocente addosso a voi, a questa città e ai suoi abitanti, perché il SIGNORE mi ha veramente mandato da voi per farvi udire tutte queste parole». 16 Allora i capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: «Quest’uomo non merita la morte, perché ci ha parlato nel nome del SIGNORE, del nostro Dio». 17 Alcuni degli anziani del paese si alzarono e parlarono così a tutta l’assemblea del popolo: 18 «Michea, il Morasita, profetizzò ai giorni di Ezechia, re di Giuda, e parlò a tutto il popolo di Giuda in questi termini:
“Così dice il SIGNORE degli eserciti:
‘Sion sarà arata come un campo,
Gerusalemme diventerà un mucchio di macerie,
e la montagna del tempio, un’altura boscosa’”.
19 Ezechia, re di Giuda, e tutto Giuda lo misero a morte? Ezechia non temette forse il SIGNORE, e non supplicò il SIGNORE al punto che il SIGNORE si pentì del male che aveva pronunciato contro di loro? Ma noi stiamo per compiere un male gravissimo a nostro danno».
20 Vi fu anche un altro uomo che profetizzò nel nome del SIGNORE: Uria, figlio di Semaia di Chiriat-Iearim, il quale profetizzò contro questa città e contro questo paese, in tutto e per tutto come Geremia. 21 Il re Ioiachim, tutti i suoi uomini prodi e tutti i suoi capi udirono le sue parole; il re cercò di farlo morire; ma Uria lo seppe, ebbe paura, fuggì e andò in Egitto. 22 Il re Ioiachim mandò degli uomini in Egitto, cioè Elnatan, figlio di Acbor, e altra gente con lui. 23 Questi trassero Uria fuori d’Egitto, e lo condussero al re Ioiachim, il quale lo colpì con la spada, e gettò il suo cadavere fra le sepolture dei figli del popolo.
24 Ma la mano di Aicam, figlio di Safan, fu con Geremia, e impedì che fosse dato in mano del popolo per essere messo a morte.

Commento

Nella parola “profeta” c’è la radice verbale fêmí, “parlare”, a cui precede la preposizione pro- che può portare ad almeno tre significati: parlare “in luogo di”, “davanti a”, “prima di”. Il profeta è per eccellenza un messaggero, un portavoce, «annunciatore delle parole di Dio agli uomini», secondo un’espressione di sant’Agostino. E’ colui che anticipa e che precede con la parola, uomo nel presente che si volge e anticipa il futuro, che legge i tempi, li interpreta, li annunzia.  Ormai Geremia è allo scontro finale con i capi e con tutto il popolo. Geremia  incontra opposizioni sempre più grandi alla propria voce profetica,  al  proprio parlare del “segno di tempi”, fino ad essere consegnato in mano di altri uomini, a vedere il proprio destino, la sua vita o la sua morte, drammaticamente e dolorosamente legata e dipendente dal volere ingiusto di altri. In questa lunga descrizione di tanti profeti che sono stati perseguitati vediamo come segnata la sorte di Geremia. In questa circostanza si salva. Sto pensando a  quante sono le persone che ancora oggi rischiano la vita per la giustizia e la pace.

Preghiamo

Preghiamo per Alessandro

2 pensieri su “mercoledì 26 febbraio

  1. sr Alida

    Per Alessandro e per tutte le persone che rischiano la vita anche oggi, per Papa Francesco preghiamo.

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  2. Elena

    Le parole di verità sono scomode, è facile eliminare chi le pronuncia. È facile dare del bugiardo, del pazzo, del visionario a chi profetizza, a chi vede oltre se. È facile togliere di mezzo la verità nascondendola sotto false accuse. Succede sempre. Ma la verità e la giustizia attraversano i tempi, le storie di chi le annuncia, attraversano la vita e la morte di molti. E tornano ad emergere dal buio dei tempi e degli uomini. Sempre. In questo, forse, la tenacia dell’amore di Dio per gli uomini e per il creato!
    Una preghiera per Alessandro, per don Sandro e per le intenzioni che portiamo nel cuore.

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