Mercoledì 26 agosto

di | 25 Agosto 2015

home2Siracide 44, 1 -5 

Da lui fece sorgere un uomo mite, che incontrò favore agli occhi di tutti, amato da Dio e dagli uomini: Mosè, il cui ricordo è in benedizione. 2 Gli diede gloria pari a quella dei santi e lo rese grande fra i terrori dei nemici. 3 Per le sue parole fece cessare i prodigi e lo glorificò davanti ai re; gli diede autorità sul suo popolo e gli mostrò parte della sua gloria. 4 Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza, lo scelse fra tutti gli uomini. 5 Gli fece udire la sua voce, lo fece entrare nella nube oscura e gli diede faccia a faccia i comandamenti, legge di vita e d’intelligenza, perché insegnasse a Giacobbe l’alleanza, i suoi decreti a Israele. 

Commento

 Ed ecco il finale. Da domani partiremo per un altro percorso: il libro di Rut. Intanto godiamoci questo stupendo elogio di Mosè. Nel libro del Siracide vi è un capitolo dedicato all’elogio degli uomini illustri. La parte più consistente di questo capitolo di Elogi è quella dedicata proprio a Mosè. Leggo le qualità di quest’uomo e rimango meravigliato di come abbia potuto diventare il grande Mosè, il grande condottiero, il grande legislatore. Si dice nel testo: mite, amato, fedele, scelto, insegnante. E poi ecco le cose che ha fatto: scelto fra gli uomini,  santificato, colui che riceve i comandamenti, colui che parla con Dio e vede la sua gloria. E per finire: Mosè, il cui ricordo è in benedizione. Un eroe agli antipodi delle qualità del grande eroe dei personaggi mitici di Omero, della tragedia Greca, dei grandi imperatori, dei grandi statisti del tempo moderno o degli eroi mediatici dei nostri giorni. Mite e santo, fedele e segno di benedizione. La sacra scrittura ha il potere meraviglioso di ribaltare i luoghi comuni, facendo diventare eroi i miti e i santi. Vorrei osare questo finale. Il libro dell’Esodo è la storia di un popolo che scopre la  libertà, che si libera dalla schiavitù. È la storia di un passaggio del mare che diventa memoria, L’esodo è  un  libro  che racconta l’evento fondante della  pasqua per un popolo intero, è la storia di un popolo nuovo, quello dei credenti,  che celebra la nuova Pasqua: la morte e resurrezione di Gesù, che è la pasqua, il passaggio dall’uomo vecchio all’uomo nuovo. Ma a me piace ricordare  il libro dell’Esodo, come la storia di Mosè il santo, l’amico per eccellenza del Signore, colui che parla con il Signore, colui che è l’antieroe perché è amico del Signore. Mosè non ha bisogno di un mausoleo per essere ricordato, ancora oggi non sappiamo dove è la sua tomba. Anche in questo è antieroe, lui che aveva visto le piramidi, grandiose tombe dei faraoni,  decide di scomparire. Di lui rimangono la sua mitezza e la sua fedeltà. Ecco perché il suo ricordo è benedizione.

Preghiamo

In questa giornata di Sant Alessandro, patrono di Bergamo, preghiamo per la nostra diocesi e per il vescovo Francesco.

 Dal vangelo secondo Giovanni 15, 9-16

  In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda».

3 pensieri su “Mercoledì 26 agosto

  1. sr Rita

    L’elogio che Siracide fa di Mosè penso stuzzichi un po’ di invidia. Si potesse dire di noi, dopo la nostra morte almeno una parte delle qualità di Mosè. L’abitudine di frequentare Dio fa di Mosè una figura imponente nella sua ordinarietà. Mosè è stato un prescelto, ma non è nato santo né si è sempre comportato da santo. Ha ammazzato un egiziano. Ma Mosè, l’amico di Dio, non ha smesso di credere alla Promessa e di “generare” con molte doglie, un popolo.
    Ci sia dato di perseverare nel credere che la nostra ed altrui “dura cervice” non impediscono Dio di compiere le sue promesse.
    Buona festa di S. Alessandro a voi che siete in Bergamo ed un mondo di AUGURI a DON SANDRO per il suo onomastico. Che si dirà di te, dopo la morte? Non quello che si dice di Mosè, ma quello che tu permetti già ora a Dio di compiere in te. Grazie Don Sandro.

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  2. Giulio

    Auguri don Sandro.
    La mitezza, la silenziosa fatica giornaliera, l’allegria, il servizio, la solidarietà, le arrabbiature …
    Poi, basta.
    Che il Signore ti faccia arrivare dove desideri, e non solo sulla soglia, come Mosè.

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  3. elena

    Che bello questo elogio di Mosè, uomo scelto, chiamato ed amato da Dio… bello aver condiviso questo viaggio e la conoscenza di questo uomo grande nella sua semplice ed umile obbedienza ed adesione a Dio. Che possiamo imparare ad ascoltare e ad accogliere il Signore , un po’ come questo grande uomo ci ha insegnato. ..
    Auguri a don Sandro in questo giorno e a tutti gli Alessandro che conosciamo o anche no…
    Elena

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