mercoledì 14 luglio

di | 13 Luglio 2021

luca 9,10-17

10 Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò verso una città chiamata Betsàida. 11 Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. 12 Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta». 13 Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». 14 C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta». 15 Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti. 16 Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. 17 Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

Commento

Il grano seminato ha dato i suoi buoni frutti.  I discepoli raccontano i loro successi pastorali, il vangelo dice quello che avevano fatto. La folla segue Gesù ed egli annuncia il vangelo e guarisce i malati. Tutto sembra funzionare a meraviglia. Ad un certo punto, in questo percorso perfetto dove il grano produce frutto buono, vi è un inconveniente: troppa gente da sfamare. E allora tutto quello che si era detto e fatto fino ad ora sembra svanire. Di fatto i discepoli avanzano una serie di proposte che Gesù non condivide: congedali e vadano a casa loro. La prima soluzione è quella che dice io non sono in grado, si aiutino da soli a casa loro. Mi sembra una soluzione che ultimamente va di moda. Seconda soluzione: non siamo in grado. È la soluzione che dice che la gente è troppa, i bisogni sono tanti e allora alziamo bandiera bianca. Non ce la facciamo a fare tutto. Siamo come impotenti, incapaci. Il seme seminato, di fronte alle difficoltà non produce più frutto buono. Anzi produce rifiuto e impotenza. Gesù trova il modo di risolvere la questione in maniera originale. Il seme può tornare a dare frutto buono, il pane può essere sufficiente per tutti, il miracolo si può realizzare ad una condizione: che condividiamo il poco che abbiamo. Ecco la proposta del Signore, ecco da dove nasce il miracolo , dalla condivisione del poco che abbiamo

Preghiamo

Preghiamo per chi ogni giorno si batte per i diritti dei più deboli

2 pensieri su “mercoledì 14 luglio

  1. sr Alida

    Condividere il poco che siamo e abbiamo.. Preghiamo per chi ogni giorno si dà da fare per i diritti dei più deboli e poveri.

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  2. Elena

    La condivisione: dividere con…
    Mi ha sempre colpito e provo grande stupore e una meraviglia gioiosa nella condivisione del poco che si ha, e del poco che si è. Ne vengono fuori cose prodigiose, anche oggi. Segno che davvero Gesù è con noi e ancora ripete il gesto della condivisione con noi e fra noi. Senza pensare ad altro, senza trovare alibi…la condivisione è la vera risorsa contro ogni spreco e contro ogni egoismo. Prego con voi per chi si spende, condividendo i propri giorni con e per gli altri.

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