
Dn 14,23-42
23 Vi era un gran drago e i Babilonesi lo veneravano. 24 Il re disse a Daniele: «Non potrai dire che questo non è un dio vivente; adoralo, dunque». 25 Daniele rispose: «Io adoro il Signore mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago». 26 Soggiunse il re: «Te lo permetto». 27 Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi ne preparò focacce e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: «Ecco che cosa adoravate!».
28 Quando i Babilonesi lo seppero, ne furono molto indignati e insorsero contro il re, dicendo: «Il re è diventato Giudeo: ha distrutto Bel, ha ucciso il drago, ha messo a morte i sacerdoti». 29 Andarono da lui dicendo: «Consegnaci Daniele, altrimenti uccidiamo te e la tua famiglia!». 30 Quando il re vide che lo assalivano con violenza, costretto dalla necessità consegnò loro Daniele.
31 Ed essi lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni. 32 Nella fossa vi erano sette leoni, ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore: ma quella volta non fu dato loro niente perché divorassero Daniele.
33 Si trovava allora in Giudea il profeta Abacuc il quale aveva fatto una minestra e spezzettato il pane in un recipiente e andava a portarlo nel campo ai mietitori. 34 L’angelo del Signore gli disse: «Porta questo cibo a Daniele in Babilonia nella fossa dei leoni». 35 Ma Abacuc rispose: «Signore, Babilonia non l’ho mai vista e la fossa non la conosco». 36 Allora l’angelo del Signore lo prese per i capelli e con la velocità del vento lo trasportò in Babilonia e lo posò sull’orlo della fossa dei leoni. 37 Gridò Abacuc: «Daniele, Daniele, prendi il cibo che Dio ti ha mandato». 38 Daniele esclamò: «Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano». 39 Alzatosi, Daniele si mise a mangiare, mentre l’angelo di Dio riportava subito Abacuc nel luogo di prima. 40 Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele e giunto alla fossa guardò e vide Daniele seduto. 41 Allora esclamò ad alta voce: «Grande tu sei, Signore Dio di Daniele, e non c’è altro dio all’infuori di te!». 42 Poi fece uscire Daniele dalla fossa e vi fece gettare coloro che volevano la sua rovina ed essi furono subito divorati sotto i suoi occhi.
Commento
Siamo alla conclusione del libro di Daniele. gli episodi qui descritti non fanno altro che ricapitolare tutto il contenuto del libro. Abbiamo un Daniele profeta, giudice e uomo giusto la cui qualità più importante dentro il susseguirsi delle vicende storiche è quella della fedeltà al suo Dio. l’altro dato importante a conclusione di questa storia è che Daniele tenta di dare una spiegazione alla storia, riletta secondo le categorie del tempo che non fanno altro che dire che la dove c’è la fedeltà Dio salva. Dio salva la dove ci sono persone che credono e si affidano a Dio Padre. E per finire mi sembra che questa fedeltà non è mai espressa in maniera violenta, ma sempre in maniera umana, resiliente, non violenta. Se penso ai nostri giorni e alla nostra storia ritengo che da Daniele abbiamo tutto da imparare: profezia, giustizia, resilienza e non violenta per un tempo difficile come il nostro.
Preghiamo
Preghiamo per Claudio
Tutto da imparare: profezia, giustizia, resilienza e non violenta per un tempo difficile come il nostro. Signore rendici i fedeli a Te al tuo amore.
Preghiamo per Claudio, e per tutte quelle situazioni di vita, che vengono non risolte e maltrattate.