martedì 25 febbraio

di | 24 Febbraio 2025

Ger. 25,15-38

15 «Infatti così mi ha parlato il SIGNORE, Dio d’Israele:
“Prendi dalla mia mano questa coppa del vino della mia ira
e danne da bere a tutte le nazioni a cui ti manderò.
16 Esse berranno, barcolleranno, saranno come pazze,
a causa della spada che io manderò in mezzo a loro”.
17 Io presi la coppa dalla mano del SIGNORE
e ne diedi da bere a tutte le nazioni
a cui il SIGNORE mi mandava:
18 a Gerusalemme e alle città di Giuda,
ai suoi re e ai suoi prìncipi,
per abbandonarli alla rovina,
alla desolazione, alla derisione, alla maledizione,
come oggi si vede;
19 al faraone, re d’Egitto,
ai suoi servitori, ai suoi prìncipi, a tutto il suo popolo;
20 a tutta la mescolanza di popoli, a tutti i re del paese di Uz,
a tutti i re del paese dei Filistei,
ad Ascalon, a Gaza, a Ecron, e al residuo di Asdod;
21 a Edom, a Moab, e ai figli di Ammon;
22 a tutti i re di Tiro, a tutti i re di Sidone,
e ai re delle isole d’oltremare;
23 a Dedan, a Tema, a Buz,
e a tutti quelli che si radono le tempie;
24 a tutti i re d’Arabia,
e a tutti i re della mescolanza di popoli che abita nel deserto;
25 a tutti i re di Zimri,
a tutti i re di Elam,
a tutti i re di Media
26 e a tutti i re del settentrione,
vicini e lontani,
agli uni e agli altri,
e a tutti i regni del mondo
che sono sulla faccia della terra.
Il re di Sesac ne berrà dopo di loro.
27 “Tu dirai loro:
Così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d’Israele:
‘Bevete, ubriacatevi, vomitate,
cadete senza rialzarvi più,
davanti alla spada che io mando in mezzo a voi’.
28 Se rifiutano di prendere dalla tua mano la coppa per bere,
di’ loro: Così dice il SIGNORE degli eserciti: ‘Voi berrete in ogni modo!’
29 Poiché, ecco, io comincio a punire
la città sulla quale è invocato il mio nome,
e voi rimarreste del tutto impuniti?
Voi non rimarrete impuniti;
poiché io chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra”,
dice il SIGNORE degli eserciti.
30 “Tu profetizza loro tutte queste cose
e di’ loro: ‘Il SIGNORE rugge dall’alto,
tuona la sua voce dalla sua santa abitazione;
egli rugge con potenza contro il suo territorio;
un grido, come quello dei pestatori d’uva,
arriva a tutti gli abitanti della terra.
31 Il rumore giunge fino alle estremità della terra;
poiché il SIGNORE ha una lite con le nazioni,
egli entra in giudizio contro ogni carne;
gli empi li dà in balìa della spada’, dice il SIGNORE.
32 Così parla il SIGNORE degli eserciti:
‘Ecco, una calamità passa di nazione in nazione,
e un gran turbine si alza dalle estremità della terra».
33 In quel giorno, gli uccisi dal SIGNORE copriranno la terra
dall’una all’altra estremità di essa,
non saranno rimpianti, né raccolti, né seppelliti;
serviranno di letame sulla faccia della terra’.
34 Urlate, pastori, gridate;
rotolatevi nella polvere, voi, guide del gregge!
Poiché è giunto il tempo in cui dovete essere scannati;
io vi frantumerò e cadrete come un vaso prezioso.
35 Ai pastori mancherà ogni rifugio,
le guide del gregge non avranno via di scampo.
36 Si ode il grido dei pastori,
l’urlo delle guide del gregge;
poiché il SIGNORE devasta il loro pascolo;
37 gli ovili di pace sono ridotti al silenzio,
a causa dell’ardente ira del SIGNORE.
38 Fuggono come un leoncello che abbandona la sua tana,
perché il loro paese è diventato una desolazione,
a causa del furore della spada crudele,
a causa dell’ardente ira del SIGNORE”».

Commento

Ancora un segno: questa volta si tratta di coppe, le coppe del vino dell’ira. Nella Scrittura gli eventi negativi e positivi della vita sono spesso rappresentati come coppe. Sotto questa figura è rappresentata la desolazione che stava per abbattersi su quella parte del mondo, di cui Nabucodonosor, che aveva appena iniziato a regnare e ad agire, sarebbe stato lo strumento; il re diventa lo strumento di Dio. Le desolazioni che la spada avrebbe fatto in tutti questi regni sono rappresentate dalle conseguenze del bere eccessivo. Ma forse la grande ubriacatezza non è quella del vino, forse è quella di un potere distorto. Ubriaco di potere, potremmo dire.  Il fatto che le conseguenze del peccato dell’ubriachezza di potere siano usate per descrivere una condizione così nefasta deve farci riflettere sul potere di questi giorni. L’ubriacatura di potere priva l’uomo dell’uso della ragione, lo rende pazzo. Toglie loro una preziosa benedizione, ed è un peccato che è la sua stessa punizione. Questo può anche farci temere i giudizi della guerra. L’ubriacatura di potere riempie presto una nazione di confusione. Rifiuteranno di prendere il calice dalla tua mano. Non crederanno a Geremia, ma lui dovrà dire loro che è la parola del Signore degli eserciti e che è inutile lottare contro la potenza onnipotente.

Preghiamo

Preghiamo per Chi ha responsabilità e potere tra le mani

2 pensieri su “martedì 25 febbraio

  1. sr Alida

    Mi unisco all’intenzione di oggi per chi ha potere tra le mani e per le intenzioni di ogni cuore, per la sofferenza del Papa.

    Rispondi
  2. Elena

    Sorge spontanea una domanda: chi potrà essere salvato ? Anche oggi, guardando le nostre storie, le nostre guerre, i nostri errori mi chiedo: chi potrà essere salvato?
    Affido nelle mani di Dio coloro che hanno responsabilità sulle vite e sulle storie dei popoli. Gli affido coloro che attraversano il dolore e la malattia.

    Rispondi

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