martedì 17 novembre

di | 16 Novembre 2015

home2 Giona 1,6 – 10

6 Gli si avvicinò il capo dell’equipaggio e gli disse: «Che cos’hai così addormentato? Alzati, invoca il tuo Dio! Forse Dio si darà pensiero di noi e non periremo». 7 Quindi dissero fra di loro: «Venite, gettiamo le sorti per sapere per colpa di chi ci è capitata questa sciagura». Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. 8 Gli domandarono: «Spiegaci dunque per causa di chi abbiamo questa sciagura. Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?». 9 Egli rispose: «Sono Ebreo e venero il Signore Dio del cielo, il quale ha fatto il mare e la terra». 10 Quegli uomini furono presi da grande timore e gli domandarono: «Che cosa hai fatto?». Quegli uomini infatti erano venuti a sapere che egli fuggiva il Signore, perché lo aveva loro raccontato.

Commento

La cosa paradossale è che i marinai che sembrano i pagani, i non credenti alla fine sono coloro che credono, forse in una maniera non chiara, ma credono.  Sono loro infatti che chiedono a Giona di spiegare chi è. Sono loro che sentono il timore di Dio. Sono loro che chiedono a Giona di invocare il Dio in cui crede. E Giona dal canto suo non fa altro che fare la propria professione di fede imparata a memoria: «Sono Ebreo e venero il Signore Dio del cielo, il quale ha fatto il mare e la terra». Una fede che non arriva al cuore della vita, ma che è fatta di formule, di dogmi. Una fede in apparenza inattaccabile quella di Giona. Eppure Giona si allontana sempre più da Dio. La domanda che possiamo porci oggi allora è quella che si chiede se Giona ha fede. Sicuramente ha la fede, perché lui stesso dice di temere Dio e parla di Dio con sicurezza. Per un ebreo – e quindi per un cristiano, ma qui il discorso rischia di farsi complicato – la fede non è solo il convincimento di pensiero circa l’esistenza di Dio. E non è solo l’adesione ad un dato codice morale o a una particolare interpretazione della vita. La fede è soprattutto e prima di tutto una “relazione”, una relazione che Dio stabilisce con una persona, e una relazione che accompagna l’esistenza della persona. In questa prospettiva Giona “non ha la fede”, non perché pensa che Dio non esiste, ma perché “non vuole” stare in relazione con Lui, non gli vuole obbedire, non ne condivide il pensiero e il progetto.

 Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che sono attratti dalla violenza, il Signore conceda loro un po’ di luce che porta alla pace.

 Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

4 pensieri su “martedì 17 novembre

  1. sr Rita

    Quando tutti si agitano perché sta succedendo qualcosa di grave, c’è sempre qualcuno che pare non turbarsi…Anche Gesù sulla barca sballottata dalle onde dormiva. I discepoli gli chiesero: Non ti importa che moriamo? Qui sono i marinari che svegliano Giona e lo coinvolgono nell’opera di salvataggio: Prega il tuo Dio. Ma prima gli chiedono chi sia. E Giobbe è costretto a mettersi a nudo: riconosce la sua origine, la sua appartenenza a un popolo e a un Dio da cui vuol fuggire. L’atto di fede in Dio presuppone l’atto di fede in se stessi, nella propria identità e storia. Ci si consegna quando conosciamo il valore della nostra realtà e quello della realtà cui ci affidiamo.
    Preghiamo affinché la nostra fede coincida con la nostra relazione di fiducia con Dio.

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  2. Elena

    Sfuggire da ciò che non si capisce, non si accetta, non si condivide, da ciò che ci chiede troppo…. com’è facile seguire questa tentazione. Sfuggire il dialogo, la relazione, non comporta, però , la soluzione delle cose. E la relazione si rompe, l’alleanza si perde, nasce la paura dell’altro… Com’è difficile stare dentro una relazione buona… Ogni tanto , poi, qualcuno ce lo ricorda. Qualcuno all’esterno, dall’esterno. E ci fermiamo a pensare : chi sono? Cosa faccio qui? Perchè sono qui, perchè ho intrapreso questo viaggio? Cosa cerco e voglio?
    Nudi con se stessi e davanti a quel Dio da cui ci siamo nascosti.
    A Dio e a noi stessi non la si fa…. Viene il tempo della consapevolezza, a volte proprio attraverso le burrasche della vita. E attraverso altri incontri….
    Prego per la pace, quella concreta e vera dei piccoli gesti.
    Ieri, dopo aver trovato il dono delle giuste parole con le mie colleghe, dopo aver parlato con i bambini di tutta la scuola, dopo le poesie, il canto, il tenersi per mano in un unico, grande cerchio, dopo le emozioni condivise ed i sentiti di tutti…. i miei ragazzini di quinta giocavano alla guerra simulando raffiche di mitra….
    Mi sono sentita tanto triste, e nello stesso tempo ho pensato, forse questi gesti esorcizzano la paura?
    Solo Tu, Signore, hai la risposta… io ti affido il futuro, posso solo cercare di fare il bene ogni giorno nelle piccole cose e nei gesti di pace masticati amaramente ogni momento….
    Elena

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  3. Luca

    Venero il Signore…. Fuggiva il Signore

    Ecco l’abisso che spesso c’è nella mia vita, nella vita di questa società occidentale che si riempie la bocca di cristianesimo e poi lo ripudia nel vissuto quotidiano.

    Chiedo al Signore, per me e per tutti i cristiani, il dono della coerenza e del l’umiltà di ammettere la nostra piccolezza e incapacità di viverla senza il suo aiuto.

    Buona giornata a tutti!

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  4. sr.Alida

    Giona sta per tornare in sè e riconosce la sua identità di credente,vale a dire non fuggire ,ma rimettersi in gioco ,sul serio ,nella relazione con Dio ,che non solo chiede ,ma accompagna . Signore, abbi pietà della mia poca fede! Aiutaci a non allontanarci da Te,..a.cambiare prospettiva nel nostro cuore e nella vita,ad avere il Tuo pensiero sulla nostra fragile realtà e sul mondo .Ad essere nel nostro piccolo operatori di pace. Ti prego per le intenzioni di oggi .

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