martedì 16 settembre

di | 15 Settembre 2025

Gv.10, 11-21

11 Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. 12 Il mercenario, che non è pastore e al quale non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e le disperde), 13 perché è mercenario e non si cura delle pecore. 14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, 15 come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16 Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. 18 Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio». 19 Nacque di nuovo un dissenso tra i Giudei per queste parole. 20 Molti di loro dicevano: «Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo ascoltate?» 21 Altri dicevano: «Queste non sono parole di un indemoniato. Può un demonio aprire gli occhi ai ciechi?»

Commento

Noi traduciamo il pastore buono, in realtà nella lingua greca di Giovanni vi è il pastore bello. La differenza sta nel fatto che il buon pastore indica una qualità morale: è una buona persona, il pastore bello indica invece una qualità della vita che porta a considerare la bellezza della vita. indica quella qualità che è l’autenticità della vita, una vita pienamente vissuta. Gesù, a differenza del mercenario che è ladro e brigante e non gli importa delle pecore, vive una vita bella, è pastore bello perché sente un’appartenenza con il suo gregge e se ne prende profondamente cura fino a dare la vita per loro. Possiamo dire di più: Gesù è il modello di colui che espone la vita per le sue pecore. In questo mondo in cui troppi sono semplici mercenari e briganti e non si prendono cura del loro gregge mi sembra che Gesù diventa modello di una vita diversa, di una vita donata. Dobbiamo imparare da lui a vivere una vita bella e donata.

Preghiamo

Un pensiero su “martedì 16 settembre

  1. sr Alida

    Noi traduciamo il pastore buono, in realtà nella lingua greca di Giovanni vi è il pastore bello. La differenza sta nel fatto che il buon pastore indica una qualità morale: è una buona persona, il pastore bello indica invece una qualità della vita che porta a considerare la bellezza della vita. indica quella qualità che è l’autenticità della vita, una vita pienamente vissuta.
    È un tratto stupendo, questo pezzo :mi ha scelta e ha fatto è fa il cammino con me il pastore buono, il pastore bello. Grazie, Signore. Grazie don. Preghiamo per imparare da Lui una vita bella e donata.

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