martedì 14 luglio

di | 13 Luglio 2015

 home2 Esodo 15,22-27           

22 Mosè fece levare l’accampamento di Israele dal Mare Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. 23 Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara, perché erano amare. Per questo erano state chiamate Mara. 24 Allora il popolo mormorò contro Mosè: «Che berremo?». 25 Egli invocò il Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e l’acqua divenne dolce. In quel luogo il Signore impose al popolo una legge e un diritto; in quel luogo lo mise alla prova. 26 Disse: «Se tu ascolterai la voce del Signore tuo Dio e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t’infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!». 27 Poi arrivarono a Elim, dove sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme. Qui si accamparono presso l’acqua.

Commento

Il viaggio nel deserto è un quotidiano levare l’accampamento. Esso può essere inteso in due modi: è il popolo che,  su ordine di Mosè,  ogni giorno leva l’accampamento per andare verso la terra promessa. In questo caso si sottolinea la fatica, la responsabilità, la volontà dell’uomo. Ma questo levare l’accampamento si può anche intendere come “il Signore tolse, prese su, Israele”. In questo caso Dio accompagna tutto il cammino del popolo nel deserto e qualifica il popolo di Dio come un popolo peregrinante. In questi due movimenti sta tutta la  vicenda del viaggio nel deserto, vicenda piena di difficoltà e prove, di mormorazione e di atti salvifici da parte del Signore per l’intercessione di Mosè. Ma forse è così anche la nostra vita: un levare ogni giorno il nostra accampamento per andare un poco oltre e lasciarci prendere su dal Signore che ci accompagna in questo un poco oltre. La prima di queste prove è quella di mancanza d’acqua. Cosa normale nel deserto. Ma la normalità dopo tre giorni di sopportazione diventa mormorazione contro Mosè che è il rappresentate di Dio, quindi mormorazione contro Dio. ecco uno schema che si ripeterà in tutto il viaggio dell’esodo: Cammino, difficoltà, prova, mormorazione, atto salvifico di Dio e poi di nuovo da capo. Il popolo cresce e diventa popolo di Dio attraverso questo percorso. Noi diventiamo credenti e popolo di Dio attraverso: cammino, difficoltà, prova, mormorazione, atto salvifico di Dio.

Preghiamo

Preghiamo perché  ogni prova che la vita ci riserva possa essere un motivo di crescita personale e spirituale.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

2 pensieri su “martedì 14 luglio

  1. elena

    Il viaggio nel deserto è u n a com t inusuale incognita, una continua fatica. Nulla è certo. Il Signore chiede al suo popolo un cammino di fatica e anch e di purificazione, m a è così difficile non cadere nella tentazione di voler tornare indietro. Guida Signore i nostri passi attraverso una vita che ci permetta di capire chi siamo realmente e qual è la nostra missione nel mondo. Aiutaci ad essere solidi e fedeli perché ogni passo è duro. …Elena

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  2. Luca

    Oggi voglio spezzare una lancia a favore di questo popolo, spesso presentato come ingrato. Hai voglia di apprezzare l’ideale di libertà, quando stai per morire di fame o sete!
    Credo che sia più che lecita questo mormorare, ieri come oggi. Chiedo la grazia perché chi si trova in questa condizione sappia mormorare con speranza.

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