martedì 11 dicembre

di | 11 Dicembre 2018

Gb. 15,16-35giobbe - francesco betti

16]quanto meno un essere abominevole e corrotto,
l’uomo, che beve l’iniquità come acqua.
[17]Voglio spiegartelo, ascoltami,
ti racconterò quel che ho visto,
[18]quello che i saggi riferiscono,
non celato ad essi dai loro padri;
[19]a essi soli fu concessa questa terra,
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.
[20]Per tutti i giorni della vita il malvagio si tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.
[21]Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.
[22]Non crede di potersi sottrarre alle tenebre,
egli si sente destinato alla spada.
[23]Destinato in pasto agli avvoltoi,
sa che gli è preparata la rovina.
[24]Un giorno tenebroso lo spaventa,
la miseria e l’angoscia l’assalgono
come un re pronto all’attacco,
[25]perché ha steso contro Dio la sua mano,
ha osato farsi forte contro l’Onnipotente;
[26]correva contro di lui a testa alta,
al riparo del curvo spessore del suo scudo;
[27]poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.
[28]Avrà dimora in città diroccate,
in case dove non si abita più,
destinate a diventare macerie.
[29]Non arricchirà, non durerà la sua fortuna,
non metterà radici sulla terra.
[30]Alle tenebre non sfuggirà,
la vampa seccherà i suoi germogli
e dal vento sarà involato il suo frutto.
[31]Non confidi in una vanità fallace,
perché sarà una rovina.
[32]La sua fronda sarà tagliata prima del tempo
e i suoi rami non rinverdiranno più.
[33]Sarà spogliato come vigna della sua uva ancor acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori,
[34]poiché la stirpe dell’empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell’uomo venale.
[35]Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva delusione.

Commento

L’amico che continua la sua forte denuncia contro Giobbe, si dichiara saggio. Il saggio nel mondo antico e nella sacra scrittura aveva come caratteristica quella di saper dare un senso a tutte le questioni della vita. Se non sapeva fare questo non poteva essere saggio. Inoltre il suo riferimento ultimo era Dio, inteso come creatore, come l’artefice di tutto, anche delle vicende umane. Per questo motivo Elifaz insiste in questo capitolo contro Giobbe. Egli attribuisce a Giobbe qualcosa che  ha fatto di male come la causa della sua sofferenza. Riporta tutto ad un senso: se sei in questa condizione è perché hai concepito un’azione malvagia. Non soltanto riporta tutto ad un senso, ma addirittura lui che è saggio non può non avere una riposta da consegnare a Giobbe. In fin dei conti è saggio per questo, per le risposte che sa dare. È questo il rischio di chi si ritiene saggio: avere una risposta per tutto e per tutti. Leggendo la vita di San Giovanni 23° papa vi è un passaggio in cui si dice che durante un pranzo gli era stata fatta una domanda e lui rispose: non riesco a rispondere perché non conosco la questione. Prima mi devo informare. Forse lui, papa Giovanni è stato il vero saggio, lui che non aveva risposte per tutti, non Elifaz che aveva una parola troppo chiara per Giobbe.

Preghiamo

Preghiamo per Marco, Alessandra e Jacopo.

3 pensieri su “martedì 11 dicembre

  1. sr Rita

    Per tutti i giorni della vita il malvagio si tormenta;sono contati gli anni riservati al violento.
    Al di là delle interpretazioni -non facili – che si possono dare a questo brano, mi vien da pensare come sono vere queste parole. Il malvagio pensa di essere vittorioso, invece diventa schiavo di se sesso, delle sue passioni, delle sue paure, dei suoi rimorsi o almeno del timore per i nemici che si è fatto. La vita del malvagio non deve essere facile, e tanto meno felice. Credo che vivere bene, fare il bene è una ricompensa a se stesso. L’avvento sia una opportunità per vivere bene e fare il bene.

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  2. . Elena

    Non credo si possano trovare risposte a tanti grandi perché della vita. Forse riusciamo a trovare un senso alle nostre vicende, ma forse è meglio non cercarlo neppure dove un senso non c’è e dove le nostre domande non avranno risposta. Questa è esperienza quotidiana di tutti noi. La saggezza forse sta anche nel nostro silenzio e nell’umilta’ del riconoscerci troppo piccoli per poter sapere e comprendere tutto…
    Preghiamo per Marco, Alessandra e Jacopo, per Mounir e Lucia.

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  3. srAlida

    I veri saggi li scopriamo giorno per giorno , sopratutto nelle persone semplici che ci sono o sono già vissute accanto a noi e ci han dato sempre una possibilità di ricominciare ….Condivido che il vivere bene ,non aver risposta su tutto ,o la ricerca della saggezza ….sono un cammino …unendomi alla preghiera per Marco,Alessandra,Jacopo Mounir e Lucia .

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