martedì 10 febbraio

di | 9 Febbraio 2026

Dn. 14,1-22

1 Il re Astiage si riunì ai suoi padri e gli succedette nel regno Ciro il Persiano. 2 Ora Daniele viveva accanto al re, ed era il più onorato di tutti gli amici del re. 3 I Babilonesi avevano un idolo chiamato Bel, al quale offrivano ogni giorno dodici sacchi di fior di farina, quaranta pecore e sei barili di vino. 4 Anche il re venerava questo idolo e andava ogni giorno ad adorarlo. Daniele però adorava il suo Dio e perciò il re gli disse: «Perché non adori Bel?». 5 Daniele rispose: «Io non adoro idoli fatti da mani d’uomo, ma soltanto il Dio vivo che ha fatto il cielo e la terra e che è signore di ogni essere vivente». 6 «Non credi tu – aggiunse il re – che Bel sia un dio vivo? Non vedi quanto beve e mangia ogni giorno?». 7 Rispose Daniele ridendo: «Non t’ingannare, o re: quell’idolo di dentro è d’argilla e di fuori è di bronzo e non ha mai mangiato né bevuto». 8 Il re s’indignò e convocati i sacerdoti di Bel, disse loro: «Se voi non mi dite chi è che mangia tutto questo cibo, morirete; se invece mi proverete che è Bel che lo mangia, morirà Daniele, perché ha insultato Bel». 9 Daniele disse al re: «Sia fatto come tu hai detto». I sacerdoti di Bel erano settanta, senza contare le mogli e i figli. 10 Il re si recò insieme con Daniele al tempio di Bel 11 e i sacerdoti di Bel gli dissero: «Ecco, noi usciamo di qui e tu, re, disponi le vivande e mesci il vino temperato; poi chiudi la porta e sigillala con il tuo anello. Se domani mattina, venendo, tu riscontrerai che tutto non è stato mangiato da Bel, moriremo noi, altrimenti morirà Daniele che ci ha calunniati». 12 Essi però non se ne preoccuparono perché avevano praticato un passaggio segreto sotto la tavola per il quale passavano abitualmente e consumavano tutto.
13 Dopo che essi se ne furono andati, il re fece porre i cibi davanti a Bel: 14 Daniele ordinò ai servi del re di portare un po’ di cenere e la sparsero su tutto il pavimento del tempio alla presenza soltanto del re; poi uscirono, chiusero la porta, la sigillarono con l’anello del re e se ne andarono. 15 I sacerdoti vennero di notte, secondo il loro consueto, con le mogli, i figli, e mangiarono e bevvero tutto. 16 Di buon mattino il re si alzò, come anche Daniele. 17 Il re domandò: «Sono intatti i sigilli, Daniele?». «Intatti, re» rispose. 18 Aperta la porta, il re guardò la tavola ed esclamò: «Tu sei grande, Bel, e nessun inganno è in te!». 19 Daniele sorrise e, trattenendo il re perché non entrasse, disse: «Guarda il pavimento ed esamina di chi sono quelle orme». 20 Il re disse: «Vedo orme d’uomini, di donne e di ragazzi!». 21 Acceso d’ira, fece arrestare i sacerdoti con le mogli e i figli; gli furono mostrate le porte segrete per le quali entravano a consumare quanto si trovava sulla tavola. 22 Quindi il re li fece mettere a morte, consegnò Bel in potere di Daniele che lo distrusse insieme con il tempio.

Commento

Siamo verso la fine del libro di Daniele. siamo sempre dentro questo contesto di resistenza e di resilienza di un popolo che si trova in esilio. In questo caso il racconto è incentrato sul tema dell’idolatria.  Questa narrazione ci presenta Ciro orientato al culto di Bel, cioè del dio Marduk, suprema divinità di Babilonia. Conforme al suo atteggiamento verso i vari culti, Ciro non ne impose uno e Daniele poté esprimere la sua obiezione. L’episodio è anche ironico perché il re è convito che il cibo messo davanti alla statua del Dio Bel è mangiato proprio dalla divinità. In realtà Daniele dimostra come è invece mangiato dai sacerdoti e dai loro famigliari. Questo episodio svela la presenza di trucchi presenti nei templi per strappare il consenso della gente. Daniele continua solo ad affermare che esiste un solo Dio, quello di Israele che non conosce trucchi, ma che salva il suo popolo. questo è il segno che Daniele lascia durante tutto il suo libro. Il Dio di Daniele non è il dio dei maghi e dei trucchi, ma il dio della storia e che nella storia salva l’uomo, basta affidarsi a Lui.

Preghiamo

Preghiamo per Fabrizio

2 pensieri su “martedì 10 febbraio

  1. sr Alida

    Il nostro Dio è il Dio della storia, della fiducia, del perdono, della benevolenza…. Degno di essere adorato e servito con cuore, per poi servirlo nei fratelli. Conoscere il suo amore per ciascuno, non legato a norme, ma al cuore che detta le vere regole e norme per ogni cosa. Prego per Fabrizio e per le intenzioni che portiamo in cuore.

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  2. Elena

    Dei fasulli, giochi ed intrighi per fare fessa la gente e per tenerla soggiogata. Spesso nella paura. Dov’è l’amore? Dove sono i principi di giustizia e di rispetto per ogni essere umano? Non è così in ogni ambito di potere religioso e laico? Prove schiaccianti accusano gli uomini di azioni false e di imbrogli, di corruzione e giochi di potere, di interessi politici ed economici. Dove sei, Signore della vita vera e della luce? Dove sei creatore e custode della bellezza infusa in ogni tua opera? Mi guardo attorno e vedo orrore, gli effetti devastanti di quanto il libero arbitrio ha permesso all’ essere umano, fino al fargli perdere la propria umanità. Penso…gli animali non sono né così stolti, né così cattivi. Cosa ci è successo??? Dove sono i giusti, i buoni,i responsabili, i corretti, gli onesti, gli umili, i piccoli, gli innocenti….? Ma,se guardo meglio intorno a me scorgo, vedo, riconosco piccole forme timide di giustizia, di pace, di bontà, di bellezza, di correttezza, di innocenza. Ci sono. Non strepitano, non si espongono,non hanno bisogno di visibilità, perché semplicemente sono, esistono, agiscono. E questo crea sottili reti di bene. Un bene fluido, che scorre silenzioso come falde d’acqua nella terra, ma genera nuove forme di vita e di bellezza, di speranza e di coscienza, di fiducia e di umanità. Allora sì, riesco a vederti Dio della vita e della pace, Dio dell’amore e della misericordia, Dio della giustizia e della bellezza! Ci sei, semplicemente, SEI!

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