lunedì 8 giugno

di | 7 Giugno 2020

At 2,5-13                                                                                                5 Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7 Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8 E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9 Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, 10 della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11 Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». 12 Tutti erano stupefatti e perplessi, e si chiedevano l’un l’altro: «Che cosa significa questo?». 13 Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di vino dolce».

Commento

Con questo testo che è successivo alla Pentecoste inizia l’avventura del vangelo in tutto il mondo. Tutti quei nomi sono il simbolo di tutti i popoli e i linguaggi della terra. Qui non si parla solo di un vangelo “circoscritto” a qualche zona, ma che arriva in tutti gli angoli del mondo. È come una geografia del mondo dove il vangelo e lo Spirito arrivano con le parole e con la tenerezza dello spirito. Tutte queste genti sono a Gerusalemme per la festa di Pentecoste. Tutti raccolti attorno alla città di Gerusalemme che diventa il centro del mondo religioso. Da qui il vangelo prende il via per arrivare a tutti. Quando penso a questo vangelo diffuso in tutto il mondo, non penso al fatto che tutti gli uomini e le donne si convertano al cristianesimo, ma che tutta l’umanità possa conoscere la tenerezza di Dio. Da parte di tutta questa gente vi è come un grande stupore. Lo stupore è tipicamente il sentimento della fede, la reazione del cuore davanti all’annuncio delle “grandi opere di Dio”. E’ interessante il contrasto tra la modesta “regionalità” della  provenienza dei discepoli dalla Galilea, e l’orizzonte universale che attraverso le loro parole entra in contatto con il mistero di Dio. Quando è Dio che interviene e si fa udire, è impossibile collocare l’evento nell’ordinarietà dei fatti. La “sproporzione” tra il piccolo gruppo dei credenti e la grande folla di Gerusalemme accompagnerà sempre l’evento cristiano. Quando la chiesa rimane piccola, evangelizza quando si fa grande o si allea con i grandi perde di vista il vangelo. E’ il “tesoro” del vangelo che Paolo vede inevitabilmente contenuto in vasi di terra. E’ il mite e terribile “giudizio” che l’Evangelo attua in coloro che lo ricevono.

Preghiamo

Preghiamo per il Brasile

4 pensieri su “lunedì 8 giugno

  1. se rita

    Sentir parlare nella propria lingua. Io che ancora fatico a parlare e capire la lingua portoghese….mi accorgo che una lingua è capita subito e da tutti: la tenerezza, l’ascolto, la vicinanza’, la concretezza. Lo Spirito facilita la comprensione dell’amore quando questo si fa carne, si fa gesto, si fa abbraccio. Si, preghiamo per il nostro Brasile, soprattutto per i poveri che ogni giorno si scontrano con la morte, non solo del Coronavirus, ma di tanti altri virus iniqui.

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  2. Pinuccia

    Mi piace questa lingua: tenerezza, ascolto, vicinanza, concretezza! Preghiamo per il Brasile.

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  3. Elena

    Il Signore sa raggiungere tutti con la Sua tenerezza e ogni persona comprende i gesti e le parole legate all’amore, all’amare. Possa ognuno di noi essere messaggero e portatore fecondo di questo amore, indipendentemente dalla sua cultura, dalla sua provenienza, e sì, dalla sua religione. Perché Dio è Padre di tutti e le Sue opere agiscono attraverso ogni diversità!
    Prego con voi per il Brasile.

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  4. sr Alida

    Anche a me piace questa lingua :dell’ascolto ,della vicinanza,della concretezza ,della tenerezza…Aiutami ad ascoltare di più Signore e queste espressioni diventino il mio parlare….Di cuore mi unisco alla preghiera per il Brasile …

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