lunedì 31 agosto

di | 30 Agosto 2026

Lc. 16,19-31

19 C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. 20 Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, 21 bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. 22 Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23 Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. 24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. 25 Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. 26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. 27 E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, 28 perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. 29 Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. 30 E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. 31 Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».

Commento

La parabola ci mostra un volto, diciamo così inatteso del Signore Gesù. sembra che in lui l’unica misericordia buona è quella verso Lazzaro, mentre per il ricco non c’è nessuna misericordia, ne durante la vita, ne dopo la vita. in realtà dalla parabola emerge che il ricco è così sommerso dai suoi beni che diventa incapace di vedere anche vicino alla sua porta chi sta male e questo succede anche nella sua vita dopo la morte. Il ricco ha ricevuto, sì, ma senza vedere i beni come un dono da mettere a frutto: la sua ricchezza gli ha chiuso il cuore. Non vive veramente la sua vita e, alla fine, Dio non può che prendere atto di una vita che è già stata una non-vita. In fondo stava già vivendo un inferno. Non è necessario essere ricchi per chiuderci in noi stessi. E le povertà sono tante, materiali e spirituali. Gesù ci vuole dunque più attenti a non guardare solo i nostri interessi, per paura, indifferenza o distrazione. Ci chiama oggi alla conversione, a cercare nuovamente nel nostro cuore la fonte della vita, che ci spinga a donarci, essere generativi e accorgerci che ciò che abbiamo è un dono da condividere col fratello e la sorella che stanno alla porta.

Preghiamo

Preghiamo per la pace

Un pensiero su “lunedì 31 agosto

  1. sr Alida

    Chiama oggi anche me, anche noi alla conversione, a cercare nuovamente nel nostro cuore la fonte della vita, che ci spinga a donarci, essere generativi e accorgerci che ciò che abbiamo è un dono da condividere col fratello e la sorella che stanno alla porta.
    Preghiamo per la pace.

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