Lunedì 28 giugno

di | 27 Giugno 2016

home2 Marco 15,1-5     

 1 E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. 2 Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». 3 I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. 4 Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». 5 Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.

Commento

Quel “Tu lo dici”  sono le ultime parole che Gesù dice. Ci sarà sola la parola – invocazione rivolta al Padre e il grido prima di morire. Questo mi pare voglia sottolineare il suo rifiuto di entrare con Pilato in un tema di potere mondano che gli è completamente estraneo. Quindi io interpreto l’ambiguità delle  parole – tu lo dici – non come un’ipotesi, ma come un rifiuto. Può darsi che la vicenda di Gesù abbia una grande ricaduta sulle strutture del potere mondano, ma Gesù sembra volersene assolutamente distinguere. Questo confermerebbe che quello che Gesù voleva dire di sé, lo aveva già affermato davanti al sommo sacerdote nell’interrogatorio avvenuto nella notte  . Per questo, anche le molte accuse  sono evidentemente prive di interesse per il governatore. E Pilato sembra disinteressato anche della sorte di Gesù. Tuttavia quel silenzio lo stupisce. Mi chiedo se qui non ci sia un insegnamento da trarre: quando il cristiano deve parlare e quando deve tacere? Forse deve tacere quando il suo rapporto con il mistero di Dio, e quindi con la persona e l’insegnamento di Gesù , può provocare conseguenze e confusione con la competizione dei poteri mondani. Quando la fede di Gesù può essere letta come rivendicazione politica in ordine al potere, come se si potesse dedurre che siccome io ho la verità, ho anche diritto o magari addirittura il dovere di affermarmi nei poteri mondani, allora bisogna tacere.

Preghiamo

Preghiamo per tutti quei credenti che sono impegnati nella politica.

4 pensieri su “Lunedì 28 giugno

  1. sr Rita

    Tacere quando si è accusati. Soprattutto se si è accusati ingiustamente. Non è cosa di facile accesso. Questa sera ho dovuto fare un mezzo “processo” con una nostra adolescente che ha rubato, ha mentito e con una faccia tosta ha continuato a mentire, fino a quando le ho detto con chiarezza le prove della sua falsità. Allora ha taciuto e ha pianto, un pianto nervoso. Un pianto differente da quello della sua più cara amica cui ha rubato l’oggetto in questione. L’amica si è sentita tradita e non ha avuto alcuna parola, solo pianto silenzioso. Gesù pure ha pianto, noi spesso viviamo situazioni di silenzio e di pianto davanti al male che ci capita addosso. Ci insegni il Signore a non entrare in polemica con le accuse, ma a essere signori nel cuore e nella mente.

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  2. Elena

    Tacere al momento giusto. È una cosa difficile l’uso sano e giusto della parola…. Prego spessissimo per il dono della giusta parola, per evitare danni e nello stesso tempo esprimere è stessa. Rimane sempre una cosa complessa e piena di responsabilità. Prego per chi non se distinguere le parole giuste da quelle sbagliate. Per chi non riesce a tacere, per chi mente e per chi manipola le persone con false parole….
    Elena

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  3. sr.Alida

    Tacere e parlare a tempo opportuno non una volta sola ho chiesto al Signore questo dono. Saper ascoltare non reagire…anche qualora ci si sente feriti fa parte di un amore grande…che ho sempre bisogno di imparare..Stasera mentre saluto il mare e ringrazio il Signore per questi giorni …Voglio pregare per le intenzioni di oggi, chiedo una preghiera per due giovani madri vedove, che ho incontrato .per Emanuela e Lorella,che vivono dignitosamente il loro dolore,e in esso trasmettono ai figli il cammino della fede..E si sentono dire dai figli-Mamma,così non ho piu’ paura,mi sento piu’ forte-…..Spero arrisentirci, con gratitudine vi saluto.

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  4. sr.Alida

    Tacere parlare a tempo opportuno non una sola volta ho chiesto al Signore questo dono….Tacere non reagire ,anche quando si è feriti è segno di grande amore …ho sempre bisogno di IMPARARE a tacere amare ascoltare ..Mentre stasera saluto il mare …e ringrazio il Signore per questi giorni ..prego per le intenzioni di oggi ..Chiedo una preghiera per Emanuela e Lorella due giovani madri vedove..che vivendo dignitosamente il loro dolore per la mancanza del marito,passano ai figli un cammino di fede,dai quali si sentono dire-Mamma cosi’ mi sento piu’ forte non ho piu’ paura…Spero arrisentirci con gratitudine vi saluto

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