
Lc. 5,27-32
27 Dopo queste cose, egli uscì e notò un pubblicano, di nome Levi, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». 28 Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo. 29 Levi gli preparò un grande banchetto in casa sua; e una gran folla di pubblicani e di altre persone erano a tavola con loro. 30 I farisei e i loro scribi mormoravano contro i suoi discepoli, dicendo: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?» 31 Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati. 32 Io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori a ravvedimento».
Commento
In un passaggio della sua vita San francesco disse che Dio sceglie i peggiori. Forse qui siamo in questo contesto. Levi era pubblicano, odiato da tutti quelli andavano da lui a pagare le tasse. Eppure Gesù chiama anche lui insieme a Pietro e tutti gli altri. e poi si mette a tavola con lui e tutti gli amici peccatori e pubblicani. Questo peccatore che è lì seduto al banco delle imposte a contare i soldi è chiamato a seguire il Signore della vita. Ed è la proposta che il Signore fa a ogni discepolo: la cosa più bella è seguire lui, fare il suo stesso cammino, diventare come lui. Seguendo lui diventiamo noi stessi, seguendo il Figlio diventiamo figli. Quindi proprio quest’uomo così è il primo chiamato a seguire il Figlio e a diventare come un figlio amato da Dio. E’ l’uomo nuovo. Gesù non gli ha fatto nessun discorso morale: “Non si fa così…Devi fare questo…”. Ha detto “Segui me!”, come la cosa più ovvia. Non inseguire denaro, segui il signore. ed è sufficiente riconoscere che sono peccatore per stare con lui, come un malato ha bisogno del medico.
Preghiamo
Preghiamo per la pace
Grazie Signore per avermi scelto così come sono, la tua misericordia è per me la beatitudine che mi fa vivere, che mi fa ricominciare di nuovo sempre, fa che mi sappia amata da Tè in ciò che penso, che dico, che faccio e lo diffonda con umili piccoli gesti d’amore, a quanti mi affidi o che conosco.mentre ti prego per la pace, ti ricordo Stefano.