lunedì 10 marzo

di | 9 Marzo 2025

Ger. 32, 26-44

26 Allora la parola del SIGNORE fu rivolta a Geremia in questi termini:
27 «Ecco, io sono il SIGNORE, Dio di ogni carne;
c’è forse qualcosa di troppo difficile per me?»
28 Perciò, così parla il SIGNORE:
«Ecco, io do questa città in mano dei Caldei,
in mano di Nabucodonosor, re di Babilonia,
il quale la conquisterà;
29 e i Caldei che combattono contro questa città vi entreranno,
vi appiccheranno il fuoco
e incendieranno le case sui cui tetti hanno offerto profumi a Baal
e fatto libazioni ad altri dèi,
per provocare la mia ira.
30 Poiché i figli d’Israele e i figli di Giuda
hanno fatto, sin dalla loro adolescenza, ciò che è male ai miei occhi;
poiché i figli d’Israele non hanno fatto che provocare la mia ira
con l’opera delle loro mani», dice il SIGNORE.
31 «Infatti questa città, dal giorno che fu costruita sino a oggi,
è stata una continua provocazione alla mia ira e al mio furore,
al punto che la voglio togliere via dalla mia presenza,
32 a causa di tutto il male che i figli d’Israele e i figli di Giuda
hanno fatto per provocare la mia ira:
essi, i loro re, i loro prìncipi, i loro sacerdoti, i loro profeti,
gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme.
33 Mi hanno voltato non la faccia, ma le spalle;
sebbene io li abbia istruiti continuamente fin dalla mattina,
essi non hanno dato ascolto per ricevere la correzione.
34 Ma hanno messo le loro abominazioni
nella casa sulla quale è invocato il mio nome,
per profanarla.
35 Hanno costruito gli alti luoghi di Baal che sono nella valle dei figli di Innom,
per far passare per il fuoco i loro figli e le loro figlie offrendoli a Moloc;
una cosa che io non avevo comandata loro
e non mi era venuto in mente
che si dovesse commettere una tale abominazione,
facendo peccare Giuda.
36 Ma ora, in seguito a tutto questo, così parla il SIGNORE, Dio d’Israele,
riguardo a questa città, della quale voi dite:
“Essa è data in mano del re di Babilonia,
per la spada, per la fame e per la peste”:
37 “Ecco, li raccoglierò da tutti i paesi dove li ho cacciati
nella mia ira, nel mio furore, nella mia grande indignazione;
li farò tornare in questo luogo
e ve li farò abitare al sicuro;
38 essi saranno mio popolo
e io sarò loro Dio;
39 darò loro uno stesso cuore, una stessa via,
perché mi temano per sempre,
per il loro bene e per quello dei loro figli dopo di loro.
40 Farò con loro un patto eterno,
che non mi allontanerò più da loro
per cessare di far loro del bene;
metterò il mio timore nel loro cuore,
perché non si allontanino da me.
41 Metterò la mia gioia nel far loro del bene
e li pianterò in questo paese con fedeltà,
con tutto il mio cuore, con tutta l’anima mia”.
42 Poiché così parla il SIGNORE:
“Come ho fatto venire su questo popolo un gran male,
così farò venire su di lui tutto il bene che gli prometto.
43 Si compreranno dei campi in questo paese
del quale voi dite: ‘È desolato; non c’è più né uomo né bestia;
è dato in mano dei Caldei’.
44 Si compreranno dei campi con denaro,
se ne scriveranno gli atti, si sigilleranno, si chiameranno testimoni,
nel paese di Beniamino e nei luoghi circostanti a Gerusalemme,
nelle città di Giuda, nelle città della regione montuosa,
nelle città della pianura, nelle città della regione meridionale;
poiché io farò tornare quelli che sono deportati”, dice il SIGNORE».

Commento

Il testo di oggi ritorna a sottolineare in maniera più forte ancora quello che è il peccato, l’errore di fondo di Israele. Tale errore viene descritto con dettagli sempre più precisi quasi a dire come la questione non è campata per aria, ma si delinea in maniera precisa. Nello stesso tempo offre una parola di speranza: “Ecco, li radunerò da tutti i paesi nei quali li ho dispersi nella mia ira, nel mio furore e nel mio grande sdegno; li farò tornare in questo luogo e li farò abitare tranquilli. Essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio”. è un continuo alternarsi fra questi due momenti: l’errore che porta al disastro e la speranza di un futuro migliore. Questo continuo alternarsi può sembrare una cosa monotona e impossibile, ma se ci mettiamo nella logica della fiducia tutto è possibile al Signore della speranza. A volte la storia è proprio così: un continuo alternarsi di errori e di speranza. Ma la speranza la possiamo trovare solo il Dio Padre. Il testo di oggi pone anche queste parole: Proverò gioia nel beneficarli; li farò risiedere stabilmente in questo paese” Nell’opera di nuova creazione dell’uomo, il Signore butta tutto il cuore e tutta l’anima, butta tutto se stesso. E questo lo rende veramente felice!. E’ meraviglioso: si fa fatica a crederlo!

Preghiamo

Preghiamo per il papa

2 pensieri su “lunedì 10 marzo

  1. sr Alida

    li farò abitare al sicuro;
    38 essi saranno mio popolo
    e io sarò loro Dio;
    39 darò loro uno stesso cuore, una stessa via,
    perché mi temano per sempre,
    per il loro bene e per quello dei loro figli dopo di loro.
    40 Farò con loro un patto eterno,
    che non mi allontanerò più da loro
    per cessare di far loro del bene;
    metterò il mio timore nel loro cuore,
    perché non si allontanino da me.
    41 Metterò la mia gioia nel far loro del bene
    e li pianterò in questo paese con fedeltà,
    con tutto il mio cuore….. Nonostante l’infedelta’ Dio trova sempre il modo per far tornare… Nuova creazione ogni volta. Con voi prego per papa Francesco.

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  2. Elena

    Capacità di amore, capacità di redenzione, capacità di cambiamento, ricominciare…
    La speranza di un nuovo inizio, nella pace, nella giustizia, nella libertà, nel rispetto. Ma non possiamo lasciare tutto nelle mani del Signore, che sempre ci comprende in Sé. Abbiamo molto da fare, ogni giorno, a partire dalle piccole cose di tutti i giorni. E il percorso è lungo e complesso, ma la fede che il Signore cammini al nostro fianco in ogni istante ci sostenga e ci renda più coraggiosi e più forti.
    Una preghiera per Papà Francesco.

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