
Una prima risposta a tale questione è quella che io chiamo aderire ad un vangelo e ad una vita di libertà e di liberazione. Lo spiego con un esempio. Mi è capitato in questi giorni di vivere e di partecipare ad un funerale dove ho cercato di mettere in evidenza come il Signore è colui che libera, che apre alla vita, che non ci chiede il coinvolgimento nelle regole e nelle azioni che ci danno un merito. Gesù si presenta così. io posso capire questa cosa importante della vita e del Signore come cammino di liberazione solo quando le mie domande fondamentali non sono legate ai principi, alle regole, ai meriti, anche se magari la mia stessa vita è partita da qui. Non è la pratica del religioso che mi fa sacrificare qualcosa e guadagnare qualcosa, ma un cammino di fede che mi rende libero di amare di fronte alla vita e al mondo. ho interiorizzato lentamente una vita fatta anche di norme e di azioni ben precise, ma sto imparando anche a non guardare a questo, ma a quanto tutto questo mio fare a agire, norme e regole, mi aprono alla libertà di amare. Scelgo non un sacrificio che mi chiede di fare e agire in un certo modo, scelgo invece un cammino di libertà dove imparo ad interiorizzare tutto quello che mi sembra vero e una volta interiorizzato lo vivo senza cercare meriti o altro. Vivo una fede e una vita in libertà.
Che grande dono è la libertà Signore
Quello che tu scrivi Don lo percepisco come un invertire il punto di vista non devo spostarmi da dove sono ma cambiare lo sguardo da quel punto sembra semplice
Cerco di tradurre: la mia Vita è dono, questo dono è a prescindere, è gratuito ma faccio fatica a vederlo come tale perché significa dover essere grato di questo dono, allora mi invento meriti e demeriti per cancellare questa riconoscenza
Mi pesa di più la riconoscenza che una serie di norme e regole da seguire e alla fine quando moriamo ci aspettano dei premi per questo sforzo egoista?
Mi viene in mente una frase di Rondoni
Per poter chiamare la morte sorella come ha fatto Francesco occorre essere consapevoli che ” io non sono mio”
Grazie Don Sandro una buona giornata a te