legatura di Isacco

di | 15 Giugno 2025

Ci hanno provato in tanti a scrivere di quello che chiamiamo comunemente il sacrificio di Isacco, ma nessuna spiegazione mi ha convinto fino a quando lo stesso Abramo cercò di spiegarmelo a suo modo. È chiaro che accetto questa spiegazione perché risuona bene alle mie orecchie e soprattutto al mio cuore. “salivo lento verso il monte Moira. Salivo con mio figlio. Quel figlio che avevo faticato a trovare, quel figlio dono inaspettato ed ora il mio Signore me lo chiedeva in sacrificio!”  “Fai riferimento ai tanti sacrifici di bambini del tuo tempo.” dico io, perché avevo imparato che quella poteva essere una spiegazione del testo: il Dio di Abramo rifiuta questo tipo di sacrificio ecco perché alla fine ferma la mano di Abramo. E Abramo mi risponde: “non è quella la questione, non volevo nessun tipo di sacrificio, di nessun tipo.” E allora quale era la questione aperta che non ho mai capito bene” “ la questione era questa: io volevo legare mio figlio a me, Dio, il Signore di cui mi fidavo chiedeva di slegare quel figlio da me. Legato a me era il suo sacrificio, non poteva diventare quello che lui voleva essere. Slegato da me poteva diventare lui stesso. ecco perché in cima al monte Moira io l’ho legato: semplicemente per tenerlo legato a me. E Dio, il mio Signore mi ferma la mano, mi dice slegalo e lascialo andare. Lo ritroverai in modo nuovo.” mi piace questa spiegazione, ma fa anche paura, perché lasciare è complesso, meglio legare a se. Ma se lego a me perdo la mia vita e la vita di lego a me. Certo dovrei fare una lunga riflessione su cosa è lasciare, su cosa è ritrovare, su cosa è lasciare per non perdere. Ma non ne ho il tempo. mi sembra di poter dire che la legatura di Isacco come di ogni figlio esiste. La slegatura è possibile, il ritrovarsi tra slegature e legature è probabile. Sul monte la legatura c’è stata come a dire che è tentazione e prova forte. La si supera come ha fatto Abramo, nella fiducia in Dio che libera i suoi figli.

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