
Grazia. In qualche modo è diventata di attualità per non dire di moda, questa parola. Mi spiace per come viene utilizzata, sembra che ormai è la parola che mi permette di ottenere più o meno consensi, in base a come mi posiziono di fronte ai fatti che la vita ci riserva e che richiedono di dare un contributo di pensiero, di cultura, di idee. M spiace che ancora una volta il rischio di fronte ad una parola così grande e unica ci si lanci solo in questioni di appartenenza, di schieramento e di opportunità. non è così che cresce la cultura della pace, della giustizia, del bene comune. Di questo modo di fare uso della parola grazia sono profondamente deluso. Nel riflettere su questa parola non mi pongo su un livello giuridico, non ne ho le competenze e nemmeno su un livello altamente teologico, anche in questo caso faccio fatica a fare ragionamenti alti. Mi pongo invece su un livello più semplice, più umano. Forse anche la parola grazia ci aiuta a costruire relazioni buone tra di noi. Certo non deve essere usata secondo altri fini se non il vero senso di tale parola. È proprio partendo da quello che stiamo leggendo e vedendo in questi giorni su questa parola grazia che voglio provare a mettere insieme alcune riflessioni che riportano tale meravigliosa parola dentro l’alveo di un fiume che è la nostra umanità. chi non ci aiuta a fare questo, ma usa la parola grazia per interessi suoi a me non interessa molto e passo oltre