in cammino

di | 15 Marzo 2026

È anche uno dei miei difetti o dei miei problemi. Dichiarare di essere perennemente in cammino. Quella bellissima frase: camminando si apre il cammino, che ritengo vera, di questi  tempi mi sembra che porti con sè un difetto. Cammino nell’orto e dove vado? Cammino di chiesa e dove va? Cammino di popolo e dove va? Quando andavo in montagna fissavo la meta e ne studiavo il percorso. E poi è vero che camminavo, ma verso un dove ben preciso. Di questi tempi diciamo camminiamo nella pace, ma non fissiamo una meta. Camminiamo verso la novità, ma non sappiamo dare un nome a questa meta. Oggi mi dico: cammino, ma verso dove. Ed anche quando riesco a fissare una meta è come se vagassi qua e là senza la vera volontà di raggiungere tale meta. Non dico che vaghiamo qua e là come uomini e donne senza senso, ma davvero facciamo fatica a fissare mete. Interpreto questa questione a modo mio; è una riflessione molto personale. è come un cammino senza una meta nella speranza che la meta si possa aprire all’improvviso su di noi; è come un attesa magari anche operosa di un qualcosa o di un qualcuno che trasformi il mondo e la vita in meglio. io cammino e spero nell’incontro della vita. sono anche convinto che serve l’incontro della vita, che è importante un incontro che diciamo decisivo. Manca una cosa in tutto questo: la scelta di  dove vado e di come vado e a volte questa scelta passa attraverso un fallimento e una rinascita o un cambio di passo. E so bene come è difficile un cambio di passo oggi nella mia vita. si cammina e basta, si cammina e non si genera niente di nuovo

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