
Ho provato a narrare alcune delle infinite storie di bene che ho incontrato nella mia vita. Ne ho raccontate solo alcune , ma sono davvero infinite e ci vuole coraggio e fantasia per operare il bene di questi tempi. A volte, per come sono fatto su io, faccio fatica a vedere il bene anche solo attorno a me. per paradosso mi è più facile trovare e vedere il bene che sta lontano da me. è forse una giustificazione per non creare le condizioni del bene anche vicino a me? o forse non lo voglio vedere perché non mi sembra mai un bene abbastanza? Non lo so, so che mi è più facile riconoscere il bene lontano da me, vedere il bene dentro l’eroicità di alcune esperienze. E il bene quotidiano? quello dove lo lasciamo? Perché non vedere storie di bene dentro il quotidiano. una madre, un padre, un lavoratore, un insegnante, un prete, un amico, un politico. Forse non lo vedo questo bene perché a volte è così umile e nascosto che non ha bisogno di essere visto. Esiste, punto e basta. eppure anche questo è un bene comune, un bene che fa bene a tutti e che colma tanti vuoti di bene che la società non riesce più a colmare. Chiamiamo questo bene con il nome di bene comune. Quel bene che è patrimonio di tutti, che è impegno di tutti. Forse c’è un’unità tra questo bene nascosto, quotidiano e il bene comune, ma va fatto emergere in tutta la sua forza. Forse è questo che ci manca. Far emergere il bene quotidiano e farlo diventare ricchezza per tutti.