
Un altro modo per rendere concreti i sogni è la sfida dell’educare. Ieri sera leggevo qualcosa di Simone Weil. Ho trovato di grande attualità queste parole. Parlava del suo tempo, parlava del nazismo e si domandava come fare per evitare il ripetersi di tali vicende e il ritorno di tali personaggi. Simone Weil attribuiva alla mania di grandezza la vicenda drammatica di Hitler e del nazismo e scriveva così: “Tutto quel che si vorrà imporre a Hitler, non gli impedirà di sentirsi una creatura grandiosa. E soprattutto non impedirà, fra venti, cinquanta, cento o duecento anni, a un piccolo ragazzo sognatore e solitario, tedesco o no, di pensare che Hitler è stato un essere grandioso, e di desiderare con tutta l’anima un eguale destino. In questo caso, guai ai suoi contemporanei. La sola punizione capace di punire davvero Hitler e di distogliere dal suo esempio i ragazzi affamati di grandezza che vivranno nei secoli avvenire, è una così completa trasformazione del senso della grandezza, che necessariamente lo escluda. Educare i nostri ragazzi e noi adulti a non sentirci grandi è l’unica vera punizione che si può dare a Hitler perché educati al bene comune nessuno possa ripetere tale vicenda. Una bella sfida per questo tempo.
Che non sta riuscendo