giovedì 27 gennaio

di | 26 Gennaio 2022

Gen. 12,10-20

Venne una carestia nella terra e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava su quella terra. 11Quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarài: “Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente. 12Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: “Costei è sua moglie”, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. 13Di’, dunque, che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva grazie a te”. 14Quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente. 15La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone. 16A causa di lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli. 17Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi calamità, per il fatto di Sarài, moglie di Abram. 18Allora il faraone convocò Abram e gli disse: “Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? 19Perché hai detto: “È mia sorella”, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vattene!”. 20Poi il faraone diede disposizioni su di lui ad alcuni uomini, che lo allontanarono insieme con la moglie e tutti i suoi averi.

Commento

La storia che leggiamo oggi non è delle più edificanti e non si tratta di cercare particolari giustificazioni al gesto di Abramo. Siamo in piena carestia, egli scende in Egitto per soggiornare. Quando entra in Egitto Abramo mette insieme questo stratagemma: visto che la moglie è bella la fa passare come sua sorella per portarsi a casa i favori del faraone. La richiesta non è formulata come un ordine, ma con un ti prego, che nel nostro testo e nella nostra traduzione non emerge, ma che nella lingua originale esiste. È quasi un modo per chiedere a Sara di mettere in atto questo stratagemma per sopravvivere, decidono insieme.  Abramo non bara al gioco, presenta la situazione complicata così come è. Non decide per se, ma ne parla con sua moglie. Poi la strategia utilizzata per salvare la pelle non è delle migliori, ma Abramo ne parla. Una volta ottenuta questa focalizzazione sulla ragione del pericolo che minaccia soltanto lui, implora il soccorso di sua moglie («Dì, ti prego»): la prega di spacciarci per sua sorella per evitare il pericolo, nella speranza di volgere a suo favore la situazione. Vorrei mettere l’accento su una cosa che è importante. Abramo sa benissimo che da solo in Egitto non se la può cavare e quindi invoca aiuto presso sua moglie; di fatto la salvezza di Abramo è in mano a sua moglie. Interessante prospettiva con cui Abramo interpreta la vita di coppia. Al di là della soluzione etica, possiamo dire che tra i due c’è grande sintonia e fiducia reciproca. la vera protagonista della vicenda non è Abramo, ma la moglie; la donna è colei che salva Abramo.

Preghiamo

Preghiamo ancora una volta per la pace.  

2 pensieri su “giovedì 27 gennaio

  1. sr Alida

    Preghiamo per la pace e per il giorno della memoria..e perché accogliamo con pace ciò che capita…

    Rispondi

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